Cos’è l’annidamento e quali sono le due fasi?

L’annidamento è l’ultima fase dello sviluppo pre-embrionale, solitamente si concretizza tra il 3° e l’8° giorno dopo la fecondazione dell’ovocita e coincide con il periodo di tempo in cui l’endometrio dell’utero è più recettivo per accogliere l’embrione. La fecondazione dell’ovocita maturo avviene nella tuba di Falloppio e porta alla formazione dello zigote, successivamente questo darà il via allo sviluppo dell’embrione grazie a due processi biologici fondamentali: la duplicazione, che consiste nella produzione di nuove cellule per mitosi, e il differenziamento che permette alle nuove cellule di diversificarsi e assumere forme e funzioni più specializzate. In questa fase, detta segmentazione, lo zigote percorre la tuba di Falloppio aiutato dal movimento delle ciglia dell’epitelio dell’organo e passa allo stato di morula e poi di blastocisti. Quando la blastocisti raggiunge la cavità uterina inizia la fase di annidamento. A questo punto il trofoblasto, che costituisce la parete della blastocisti, secerne degli enzimi litici che permettono alle sue estroflessioni di penetrare nella mucosa uterina e ancorarsi ad essa. Alla fine dell’annidamento le cellule del trofoblasto faranno parte della placenta, organo che fornisce nutrimento e ossigeno all’embrione e gli consente di eliminare i rifiuti metabolici. L’annidamento viene completato con l’erosione della parete dei vasi sanguigni materni, circa 14 giorni dopo la segmentazione. Quando i vasi sanguigni della madre vengono rotti, il sangue materno invade, con una certa pressione, gli spazi lasciati vuoti dal tessuto digerito. In alcuni casi può succedere che si abbia una perdita di sangue nella cavità uterina e che poi questa venga scambiata per flusso mestruale. Sono necessari 14 giorni per completare l’annidamento dopo la fecondazione.

Possono esserci delle anomalie durante l’annidamento?

Nel caso si verificassero delle anomalie genetiche a carico del prodotto del concepimento, l’organismo materno risponderebbe con la sua eliminazione per preservare la specie. Si stima infatti che almeno il 25% degli ovuli fecondati si perdano prima dell’impianto, questi sono i cosiddetti micro-aborti e fanno parte di quei processi di selezione naturale che iniziano già prima dell’impianto e continuano poi dopo la nascita. Più è grave l’anomalia del prodotto del concepimento e più precoce sarà la sua eliminazione da parte della madre.

https://www.corriere.it/salute/dizionario/annidamento/index.shtml

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