Contraccezione ormonale: pillola e anello

pillola contraccettiva e anello vaginale
  1. La pillola anticoncezionale
  2. L’anello anticoncezionale: cosa c’è da sapere?

La pillola anticoncezionale

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la contraccezione ormonale può essere utilizzata in modo sicuro dall’età del menarca in poi.

La pillola anticoncezionale è tutt’oggi il metodo più efficace e usato dalla maggior parte delle donne per proteggersi da una gravidanza indesiderata. La nuova pillola, è un anticoncezionale orale combinato (COC) ed agisce andando ad inibire l’ovulazione tramite l’assunzione delle prime sette pillole, le restanti pillole mantengono l’assenza di ovulazione.

La sicurezza della pillola è considerata pressoché al 100% e per questo motivo è considerato il più sicuro tra i vari metodi contraccettivi e le gravidanze indesiderate che si hanno pur assumendo il farmaco sono correlate ad errori di assunzione della pillola. Le controindicazioni legate all’assunzione della pillola sono le stesse per gli adulti ed adolescenti che usano ampiamente la pillola COC che risulta essere molto utile in una relazione stabile. Tuttavia l’uso del condom è sempre necessario per la prevenire le malattie sessualmente trasmissibili.

L’uso della pillola è indicato anche per le adolescenti che soffrono di cicli irregolari, poiché con l’uso della pillola il ciclo si regolarizza, il flusso diminuisce e si ha una significativa riduzione dei dolori legati alle mestruazione. Anche l’acne, condizione comune nell’adolescenza, migliora con l’uso della pillola. Esistono pillole “ad alto”’ ed ‘”a basso”’ dosaggio in base al contenuto di estrogeni. Prima le pillole contenevano dosaggi molto alti di estrogeni causando molti effetti collaterali e per questo poi la ricerca si è orientata verso la produzione di pillole con quantità più basse di etinil-estradiolo, passando dai 50 microgrammi ai 15/20 microgrammi. E’ fondamentale sottoporsi agli esami prescritti dal proprio ginecologo prima di assumere qualsiasi pillole, per giungere alla scelta di un contraccettivo giusto e evitare malesseri ed effetti collaterali.

L’anello anticoncezionale: cosa c’è da sapere?

In Italia l’unico tipo di anello anticoncezionale è acquistabile in farmacia e sotto prescrizione medica. È un dispositivo realizzato con uno spessore di 4 mm e un diametro di 54 mm dove All’interno ci sono due tipi di ormoni femminili, il progesterone e l’estrogeno, rilasciati lentamente e a basse quantità ed entrano in circolo impedendo la fecondazione poiché bloccano il rilascio del follicolo da parte dell’ovaio.

Ha diversi vantaggi poiché si crea un sinergismo tra i due ormoni: l’estrogeno aumenta l’efficacia del progesterone dando un maggior effetto di inibizione dell’ovulazione, e soprattutto mantiene lo sviluppo dell’endometrio e fornisce un buon controllo del ciclo mestruale.

Per far si che funzioni correttamente è necessario seguire le indicazioni di utilizzo: va inserito all’interno della vagina il primo giorno delle mestruazioni e va rimosso dopo tre settimane esatte. Durante la settimana in cui l’anello è rimosso si verifica un sanguinamento vaginale che si manifesta in genere dopo 2 o 3 giorni dalla rimozione dell’anello, simile alle mestruazioni. Si consiglia la rimozione alla stessa ora in cui è stato inserito. Il nuovo anello andrà riposizionato dopo una settimana esatta dalla rimozione, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora, anche in presenza di sanguinamento.

L’anello ha un’efficacia contraccettiva di oltre il 99%, ma come gli altri anticoncezionali ormonali non protegge da malattie sessualmente trasmissibili.

Sessualità nell’adolescenza: la contraccezione

adolescenti preservativo condom
  1. Lo sviluppo sessuale
  2. Quali sono le abitudini sessuali degli adolescenti?
  3. I contraccettivi in adolescenza

Lo sviluppo sessuale

Lo sviluppo sessuale è un processo che abbraccia l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. I bambini esplorano parti del corpo e elaborano le immagini e le relazioni sessuali viste nel loro ambiente. Gli adolescenti subiscono i cambiamenti della pubertà, sperimentano sentimenti e desideri sessuali e sviluppano la capacità di intimità e riproduzione. La sessualità negli adolescenti si basa su una buona conoscenza dei propri diritti sessuali e educazione sessuale che abbraccia anche l’uso dei contraccettivi che deve includere la prevenzione sia delle infezioni sessualmente trasmissibili che delle gravidanze.

Quali sono le abitudini sessuali degli adolescenti?

La prima scelta per gli adolescenti ricade sull’utilizzo dei preservativi o la contraccezione d’emergenza; poi con l’avanzare dell’età e in presenza di relazioni più lunghe si passa all’uso di contraccettivi ormonali. I preservativi e la contraccezione ormonale insieme possono essere ben raccomandati per gli adolescenti per avere una doppia protezione, il preservativo per la protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili e la contraccezione ormonale per una migliore protezione contro la gravidanza.

La contraccezione reversibile a lunga durata d’azione (LARC) comprendente sia la contraccezione intrauterina che gli impianti sono sicuri e altamente efficaci e quindi adatti anche agli adolescenti. Nei vari paesi, ci sono variazioni significative nei tipi di metodi contraccettivi usati dagli adolescenti e vanno dai metodi tradizionali ai metodi reversibili a lungo effetto (impianti e IUD). Attualmente, i metodi reversibili a lunga azione (LARC) sono fortemente raccomandati, ma la percentuale di adolescenti che usano LARC rimane piuttosto bassa.

La conoscenza dei vari metodi contraccettivi e il desiderio di usare la protezione sono essenziali per una contraccezione efficace. Infatti è stato dimostrato che un’educazione sessuale completa migliora l’uso e la conoscenza relativa dei contraccettivi infatti l’educazione sulla sessualità deve essere ben pianificata, continua e adattata all’età poiché fornisce ai giovani le informazioni e i valori giusti per comprendere e godere della propria sessualità e avere relazioni più sicure.

I contraccettivi in adolescenza

Prima dell’uso di contraccettivi devono essere eseguiti esami e test come: esame del seno, delle pelvi e dei genitali, screening citologico cervicale, esami del sangue di routine, registrazione della pressione sanguigna e BMI. Il medico deve informarsi sulle condizioni mediche (passate e presenti), sulla storia familiare e sulla storia della droga poiché la storia medica della paziente dovrebbe informare il medico di condizioni o fattori di rischio che potrebbero essere una controindicazione all’uso. I fattori di rischio per le malattie cardiovascolari obesità, ipertensione, trombofilia, precedente tromboembolia venosa (TEV), iperlipidemia dovrebbero essere specificatamente richiesti. Una donna con più fattori di rischio potrebbe dover evitare l’uso di contraccettivi orali combinati, anche se i singoli fattori di rischio non necessariamente controindicano l’uso. Emicrania con aura è comune tra adolescenti e possono controindicare l’uso di COC e dovrebbero essere informati.

Patologie del ciclo ovarico

sindrome ovaio policistico
  1. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): cos’è e quali sono i sintomi?
  2. Le cisti ovariche: ci sono vari tipi?
  3. L’ovaio multifollicolare: quali sono i sintomi?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): cos’è e quali sono i sintomi?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è considerata un disturbo della funzione ovarica si manifesta con una combinazione di disfunzione mestruale e iper-secrezione di androgeni. Non è stata identificata una singola causa dell’ovaio policistico e varie prove suggeriscono che sia una sindrome correlata all’interazione di fattori genetici e ambientali. La sindrome dell’ovaio policistico amplifica ulteriormente la produzione di androgeni. In particolare, gli adolescenti con questa sindrome mostrano un aumento degli impulsi dell’ormone di rilascio delle gonadotropine GnRH e dell’ormone luteinizzante LH, nonché un aumento dell’LH in rapporto con l’FSH, portando un ingrossamento delle ovaie che producono poi delle piccole cisti liquide, causa più comune di infertilità femminile per l’assenza di ovulazione. La sindrome dell’ovaio policistico è il disturbo ginecologico più comune delle donne in età riproduttiva.

La causa più importante dell’ovaio policistico è una alterazione ormonale che causa una produzione eccessiva di ormoni maschili nelle donne, come il testosterone. La donna produce normalmente testosterone in basse quantità, e i problemi sorgono quando ne produce troppi per via di scompensi ormonali. La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata da diversi sintomi che possono avere intensità differente, più comuni sono:

  • Alterazioni del ciclo mestruale, con cicli di durata superiore a 35 giorni o assenza di mestruazioni
  • Lunghi periodi di sindrome premestruale
  • Cisti ovariche
  • Infertilità o aborto spontaneo ricorrente
  • Acne, pelle unta e dermatite seborroica
  • Elevati livelli nel sangue di ormoni maschili (androgeni)

L’ecografia pelvica è uno strumento diagnostico fondamentale ma non l’unico poiché bisogna escludere la presenza di altre disfunzioni, infatti è importante verificare anche l’anamnesi familiare, le condizioni di salute generali e esami del sangue per valutare i livelli ormonali particolarmente degli androgeni. Dato che la varietà di sintomi, è possibile risolvere il problema cambiando lo stile di vita, seguendo una dieta a basso contenuto di proteine e praticando attività fisica. Questo è associato all’assunzione della pillola contraccettiva per abbassare i livelli ormonali.

Le cisti ovariche: ci sono vari tipi?

Le cisti ovariche si sviluppano prevalentemente nelle donne in età fertile, e sono piccole sacche piene di liquido che possono svilupparsi all’interno o sulla superficie di un ovaio. Sono molte le donne che nella loro vita hanno a che fare con le cisti ovariche. La maggioranza di queste ultime sono innocue e non causano disturbi particolari.

Inoltre la gran parte delle cisti ovariche si risolvono nel giro di pochi mesi e senza necessità di trattamenti. Se una cisti raggiunge grandi dimensioni può causare forti dolori addominali e altri sintomi come aumentato bisogno di urinare o difficoltà a svuotare completamente la vescica, senso di pienezza o di pesantezza addominale, dolore pelvico avvertito prima dell’inizio del ciclo che può irradiarsi alla schiena e alle cosce, dolore pelvico durante i rapporti sessuali (dispareunia).

Ci sono due tipi di cisti:

  • Le cisti follicolari in genere non danno problemi e scompaiono spontaneamente nel giro di alcune settimane
  • Cisti luteiniche: dopo l’ovulazione, il follicolo che conteneva l’ovulo inizia a produrre ormoni per il concepimento (estrogeni e progesterone) e diventa corpo luteo. Nel caso in cui il corpo luteo non essendo avvenuta la fecondazione non si autodistrugge, si può accumulare sangue o altri liquidi che causano la formazione della cisti. Esistono altri tipi di cisti non collegate al ciclo mestruale come: cisti dermoidi, cistadenoma e endometriomi. È importante aspettare e sorvegliare la cisti per vedere se si risolve spontaneamente. Si può ricorrere all’assunzione della pillola anticoncezionale per ridurre la formazione di nuove cisti o la rimozione chirurgica quando la cisti è piuttosto grande e continua a crescere nei successivi cicli mestruali.

L’ovaio multifollicolare: quali sono i sintomi?

L’ovaio multifollicolare è una condizione in cui l’ovaio, una o entrambe, presenta un basso numero di cisti, in genere da 6 a 10 di dimensioni decisamente superiori a quelle presenti normalmente nell’ovaio. Le donne in età fertile, quindi le adolescenti, sono maggiormente colpite.

Tra i sintomi più comuni dell’ovaio multifollicolare troviamo:

  • squilibri di carattere ormonale, che sono in genere poi il primo segnale che porta alla necessità di svolgere ecografia e dunque di accorgersi della presenza dell’ovaio multifollicolare;
  • polimenorrea, ovvero presenza di cicli mestruali ravvicinati o con perdite ematiche superiori alla media;
  • amenorrea, ovvero assenza  di ciclo mestruale;
  • oligomenorrea, una condizione patologica durante la quale la distanza tra i cicli mestruali aumenta, e diminuisce il flusso ematico durante i giorni del ciclo mestruale

Patologie del ciclo mestruale

patologie ciclo mestruale
  1. Quali sono le cause delle patologie del ciclo mestruale?
  2. Quali sono le patologie del ciclo mestruale?
  3. Queste patologie possono essere associate ad altre patologie?
  4. Quali possono essere le conseguenze e le eventuali terapie?

Quali sono le cause delle patologie del ciclo mestruale?

Le patologie del ciclo mestruale sono dovute alle alterazione del ciclo stesso che si manifestano quando le mestruazioni sono irregolari ovvero quando non compaiono tutti i mesi oppure compaiono più di una volta con mestruazioni eccessivamente abbondanti o prolungate con anche perdite improvvise.

Quali sono le patologie del ciclo mestruale?

Queste alterazioni comprendono diverse anomalie:

  • IPOMENORREA: si ha un flusso scarso per quantità e durata
  • IPERMENORREA: si ha un flusso mestruale particolarmente abbondante, che può essere a comparsa ciclica più o meno regolare; il flusso, oltre ad essere abbondante, si prolunga molto e si parla pertanto di MENOMETRORRAGIA
  • Si parla di METRORRAGIA quando invece si ha una perdita ematica di origine uterina durante il periodo intermestruale
  • OLIGOMENORREA: indica una condizione in cui le mestruazioni sono distanziate da intervalli più lunghi rispetto ai canonici 28-30 giorni del ciclo mestruale “normale” ed è una condizione che si può verificare in premenopausa
  • POLIMENORREA: le mestruazioni sono distanziate da intervalli di tempo più brevi rispetto alla norma
  • AMENORREA: si utilizza questo termine per indicare la scomparsa del ciclo mestruale da almeno tre mesi. Dal momento che può esservi comunque liberazione spontanea di una cellula uovo anche dopo lunghi periodi di assenza del ciclo, è bene, in via precauzionale, continuare l’uso di contraccettivi nei due anni successivi all’ultimo ciclo
  • DISMENORREA: mestruazioni accompagnate ad un’accentuata sintomatologia dolorosa; questo disturbo è più frequente nel periodo puberale rispetto a quello menopausale
  • DISPAREUNIA: dolore durante i rapporti sessuali; in menopausa è spesso collegato alla secchezza delle pareti vaginali

Queste patologie possono essere associate ad altri tipi di patologie?

Le alterazioni o patologie del ciclo mestruale possono essere associate o anche il risultato di altre patologie quali:

  • Acromegalia
  • Squilibri ormonali
  • Ipertiroidismo e Ipotiroidismo
  • Endometriosi
  • Cisti ovariche
  • Sindrome dell’ovaio policistico

Quali possono essere le conseguenze e le eventuali terapie?

Una perdita lieve può essere contenuta con l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibruprofene o naprossene. L’anemia conseguente ad una mestruazione abbondante può richiedere l’uso di integratori di ferro. In caso di squilibri ormonali e altre patologie, lo specialista, dopo gli opportuni esami diagnostici, indicherà la terapia farmacologica o chirurgica più adatta. Proprio per l’associazione tra patologie e alterazioni del ciclo mestruale è importante sottoporsi a controlli ginecologici per identificare l’eventuale causa.

Fisiologia del ciclo ovarico

ovulazione ciclo
  1. Che cosa è il ciclo ovarico?
  2. Quali sono le fasi del ciclo ovarico?
  3. Quali sono gli ormoni principali?
  4. Cosa avviene se l’ovulo è fecondato?

Che cos’è il ciclo ovarico?

Il ciclo ovarico si verifica parallelamente a quello mestruale, dura circa 28 giorni e consiste in una serie di cambiamenti periodici che avvengono nelle ovaie permettendo loro di generare ovuli ed ormoni. Tuttavia, alcune fonti definiscono queste fasi come fasi mestruali, proliferative e secretorie. I cicli mestruali vengono contati dal primo giorno di sanguinamento mestruale.

Quali sono le fasi del ciclo ovarico?

Quali sono le fasi del ciclo ovarico?

  • la fase follicolare: in cui un follicolo ovarico, piccola struttura dell’ovaia all’interno del quale si sviluppa un ovocita, raggiunge la sua maturazione;
  • la fase ovulatoria: durante il quale la  parete di una ovaia si rompe all’altezza del follicolo di Graaf, che contiene un ovocita maturo e viene espulso dall’ovaia;
  • la fase luteinica: caratterizzata dalla trasformazione del follicolo di Graaf in corpo luteo ovvero la ghiandola endocrina temporanea che secerne il progesterone, l’ormone che ha il compito di preparare l’apparato femminile ad una gravidanza; se l’ovulo non viene fecondato il corpo luteo degenera alla fine del ciclo ovarico.

Quali sono gli ormoni principali?

Attraverso il rilascio pulsatile dell’ormone che rilascia la gonadotropina (GnRH) dall’ipotalamo si ha il rilascio degli ormoni ipotalamici LH e FSH che a loro volta regolano la secrezione di estrogeni. Lo sviluppo dei follicoli primari segnala l’inizio del ciclo ovarico con la fase follicolare in cui circa 12-20 follicoli primari iniziano a svilupparsi sotto l’influenza di elevati livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH) e estrogeni per formare i follicoli secondari. I follicoli primari si formano dai follicoli primordiali, che si sviluppano nelle ovaie del feto durante la gravidanza e la loro maturazione si arresta in una fase del ciclo cellulare.

Circa 16 ore prima dell’ovulazione si ha il picco di LH; all’ovulazione si ha la rottura del follicolo e il rilascio del corpo luteo che secerne progesterone e estrogeni. Circa sette giorni dopo l’ovulazione, se l’impianto e la fecondazione non sono avvenuti, il corpo luteo degenera e la produzione di ormoni inizia a declinare ed inizia la fase post-ovulazione che dura mediamente 14-16 giorni. Entro il giorno 9° del ciclo ovarico, rimane solo un follicolo secondario, chiamato follicolo dominante, che è responsabile della produzione di grandi quantità di estrogeni durante la fase tardiva follicolare.

Il 14° giorno del ciclo, durante l’ovulazione, si ha un picco di ormone luteinizzante (LH) che è innescato dal feedback positivo degli estrogeni. Questo fa sì che il follicolo secondario si sviluppi in un follicolo terziario, che poi lascia l’ovaia.

Cosa avviene se l’ovulo è fecondato?

Durante lo sviluppo del follicolo terziario l’ovocita primario completa la prima divisione cellulare, con conseguente formazione di un corpo polare e un ovocita secondario. Il follicolo vuoto forma un corpo luteo che è responsabile del rilascio di progesterone per mantenere una potenziale gravidanza, nel rendere l’endometrio recettivo all’impianto dell’embrione. Contemporaneamente, per consentire ad un ovulo potenzialmente fecondato di impiantarsi nella mucosa dell’utero, ha luogo il ciclo mestruale, regolato dagli ormoni prodotti dalle ovaie e dall’ipofisi e che si verifica in tutte le donne a partire dall’età della pubertà sino alla menopausa, interrotto durante i periodi di gravidanza.

Fisiologia del ciclo mestruale

menopausa donne consigli
  1. Che cosa è il ciclo mestruale?
  2. Quali sono le fasi del ciclo mestruale?
  3. Quali sono gli ormoni principali?
  4. Cosa avviene durante il ciclo mestruale?

Che cos’è il ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale è una sequenza di cambiamenti fisiologici e periodici dell’apparato riproduttivo femminile. Il ciclo mestruale è regolato da ormoni prodotti dalle ovaie e dall’ipofisi. In tutte le donne, inizia durante la pubertà e finisce con la menopausa e viene ad essere interrotto solo durante i periodi di gravidanza. Oltre il ciclo ovarico anche quello mestruale dura mediamente 28 giorni e comprende tre fasi, che si succedono ciclicamente e strettamente correlate agli ormoni che vengono secreti durante il loro ciclo.

Quali sono le fasi del ciclo mestruale?

  • Fase mestruale: durante il quale l’endometrio si sfalda e viene espulso attraverso la vagina sotto forma di mestruazioni
  • Fase proliferativa: in cui l’endometrio viene ricostruito
  • Fase secretoria: durante la quale l’endometrio si ispessisce per accogliere l’ovulo fecondato.

Quali sono gli ormoni principali?

Il ciclo mestruale è accompagnato, non sempre, da crampi addominali durante la fase pre-mestruale, con una serie di disturbi che colpiscono le donne durante i giorni che precedono le mestruazioni.I cicli mestruali durano da 25 a 35 giorni, con un media di 28 giorni per le donne di vent’anni e 26 giorni per le donne sulla quarantina. In un normale ciclo mestruale ci sono cambiamenti ciclici di quattro ormoni principali:

  • l’ormone luteinizzante (LH)
  • l’ormone follicolo-stimolante (FSH)
  • Estrogeno
  • Progesterone

Il tutto è associato ad un cambiamento della temperatura corporea. Attraverso il sistema nervoso centrale, il rilascio pulsatile dell’ormone che rilascia la gonadotropina (GnRH) dall’ipotalamo regola il rilascio degli ormoni ipotalamici LH e FSH che a loro volta vanno a regolare la secrezione di estrogeni. Successivamente, i livelli di FSH e estrogeni aumentano, i follicoli ovarici si sviluppano e maturano. Circa sette giorni dopo l’ovulazione, in assenza di fecondazione la produzione di ormoni inizia a declinare. È negli ultimi giorni del ciclo con il declino delle concentrazioni di ormoni e i primi giorni delle mestruazioni quando gli ormoni sono bassi in cui si manifestano i sintomi più negativi per le donne. I cicli vengono contati dal primo giorno di flusso mestruale quando i livelli di tutte e quattro gli ormoni sono bassi.

Cosa avviene durante il ciclo mestruale?

Il sanguinamento mestruale è il sintomo esterno della ciclicità nelle donne e si verifica alla fine del luteale e all’inizio della fase follicolare del ciclo ovarico. Nell’80% delle donne ovulatorie il sanguinamento mestruale si verifica in 3-6 giorni con il flusso più pesante al secondo giorno con una perdita di sangue in media di 33 ml (10-84 ml). Un declino dipendente dall’età e dal giorno è visto in donne dall’età di 35 anni e 50 anni le donne anziane perdono 6 ml più delle donne più giovani. Il ciclo mestruale è strettamente controllato da fattori endocrini, autocrini e paracrini che vanno a regolare lo sviluppo follicolare, l’ovulazione e rimodellamento dell’endometrio.

Il menarca

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  1. Che cos’è la pubertà?
  2. Come si attiva il processo puberale?
  3. Quali sono gli ormoni attivi in questo processo?

Che cos’è la pubertà?

La pubertà è il periodo di transizione biologica dall’infanzia all’età adulta. I cambiamenti che si verificano in questo momento sono legati alle crescenti concentrazioni di ormoni steroidei sessuali. Nelle femmine, la maggior parte dei cambiamenti puberali è causata dalla stimolazione degli estrogeni che combacia con l’insorgenza della pubertà centrale. Uno sviluppo significativo si verifica negli organi del sistema riproduttivo femminile e provoca cambiamenti anatomici che caratterizzano la maturità riproduttiva. La pubertà è il periodo di transizione biologica da dall’infanzia all’età adulta. Tutti i cambiamenti biologici che si verificano durante questo periodo sono collegati, direttamente o indirettamente, a stimolazione degli ormoni steroidei sessuali. Molti dei cambiamenti che si verificano sono di natura funzionale, includono alcuni caratteristiche sessuali importanti. L’odore del corpo degli adulti e l’acne, per esempio, sono i risultati dell’attivazione e aumento della secrezione di ghiandole apocrine di sudore e ghiandole sebacee. La composizione corporea e distribuzione del grasso riflette i cambiamenti metabolici indotti dalla stimolazione ormonale. Allo stesso modo si hanno cambiamenti antropometrici poiché gli steroidi sessuali causano un’aumentata velocità di crescita, con affetti anche sulle ossa. Gli organi riproduttivi non completamente sviluppati alla nascita, subiscono significative alterazioni durante questo particolare periodo di sviluppo. Questo è certamente vero in entrambi i sessi, ma è più complesso nella femmina, che deve sviluppare la capacità di fornire un ambiente appropriato per la gestazione fetale e la fonte per la nutrizione infantile. Gli organi femminili che sono principalmente responsabili del successo riproduttivo includono l’ovaio, l’utero, la vagina, la vulva e il seno.

Come si attiva il processo puberale?

Il processo puberale inizia con l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico (HPG). Questo processo contribuisce alla differenziazione e al dimorfismo sessuale del feto ma entro la fine della gestazione, i livelli di estrogeni materni sopprimono l’ulteriore attività di HPG del feto.
Dopo la nascita, vi è un’impennata di attivazione puberale che viene soppressa all’età di 2 anni fino all’attivazione puberale nella tarda infanzia. L’inizio della vera pubertà si verifica quando il Sistema Nervoso Centrale, consente agli impulsi piccoli, discreti e notturni dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) da parte dell’ipotalamo che causa secrezione delle gonadotropine, dell’ormone luteinizzante (LH) e dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), dalla ghiandola pituitaria o ipofisi.

Quali sono gli ormoni attivi in questo processo?

Una volta che le gonadotropine sieriche aumentano, stimolano il tessuto gonadico a produrre steroidi sessuali. La stimolazione con FSH aumenta l’attività dell’aromatasi microsomale delle cellule della granulosa ovarica, l’LH, d’altra parte, stimola la produzione di androgeni nelle cellule della teca. Da allora, questi ormoni circolano per promuovere i cambiamenti puberali in tutto il corpo ed esercitare un feedback per effettuare ulteriori secrezioni di gonadotropina.

Colvin et al. 2012
Lemaine et al. 2012

Anatomia Genitale Femminile: dall’infanzia all’adolescenza

apparato genitale femminile
  1. Tratto genitale: come cambia
  2. La vulva: cosa comprende

Tratto genitale: cosa cambia

Nel corso della vita il tratto genitale subisce una serie di cambiamenti e la maggior parte di questi si verifica durante la pubertà. Nelle prime fasi di sviluppo i sistemi genitali femminili e maschili sono indistinguibili e sebbene il sesso sia determinato alla fecondazione, diventa clinicamente evidente alla 12° settimana di vita embrionale, dove in assenza di androgeni la differenziazione dei tessuti porta al fenotipo femminile esterno.

Nelle femmine, la differenziazione ovarica inizia circa all’8° settimane di gestazione, le cellule germinali si differenziano in ovogoni e poi in ovociti con la prima divisione meiotica fino alla pubertà. Sotto l’influenza degli estrogeni i dotti di Muller si differenziano nei genitali interni e i dotti di Wolff formano i genitali femminili esterni, tra cui la vagina inferiore, le labbra e il clitoride.

Il sistema genitale può essere suddiviso in due triangoli, il triangolo urogenitale anteriore e il triangolo anale posteriore. Quello anteriore comprende gli organi genitali esterni e l’apertura uretrale, comunemente indicata come vulva.

La vulva: cosa comprende

  • Grandi labbra: due pieghe fibro-adipose, dopo la pubertà sono coperte da peli e ricche di ghiandole sebacee, apocrine ed eccrine.
  • Piccole labbra: due pieghe prive di peli e costituite da strutture neuro-vascolari, follicoli sebacei, ghiandole sudoripare e muscoli.
    Ghiandole di Bartolini: secernono muco per mantenere un’adeguata lubrificazione.
  • Clitoride: l’organo erettile femminile è di 5 mm di lunghezza nei bambini e in età prepuberale, e di 1-2 cm nelle femmine mature.
    Orifizio vaginale: circondato dall’imene, membrana mucosa incompleta che matura durante la pubertà sotto l’influenza degli estrogeni, diventando così più spessa e più elastica.

Gli organi genitali interni femminili invece sono:

  • Vagina: limitata dalla vescica, dall’uretra e dal retto.
  • Utero: organo fibro-muscolare diviso nella cervice inferiore e nel corpo uterino superiore. E’ composto da tre strati: endometrio, miometrio e perimetrio. Alla nascita, la cervice è due volte la lunghezza del corpo uterino. Durante la pubertà questa rapporto è invertito e nelle donne adulte, il corpo uterino è due o tre volte la dimensione della cervice.

Gli annessi uterini consistono nelle ovaie e nelle tube di Falloppio.

  • Le tube di Falloppio: la loro funzione include il trasporto degli ovuli e degli spermatozoi, nonché un ambiente adeguato per il concepimento.
  • Ovaie: variano in base all’età, ad ogni ciclo mestruale e sotto l’influenza ormonale.

Una corretta comprensione del sistema riproduttivo femminile è alla base per un’accurata valutazione e trattamento delle anomalie legate allo sviluppo.