Durata della fertilità nel ciclo fisiologico

fertilita-ciclo-fisiologico

Quali sono i giorni fertili nel ciclo fisiologico della donna?

I giorni fertili nel ciclo fisiologico di ogni donna sono determinati dall’ovulazione, che in un ciclo regolare di 28 giorni si verifica mediamente 14 giorni prima delle mestruazioni. Con l’ovulazione l’ovocita, maturato grazie allo stimolo degli estrogeni, fuoriesce dall’ovaio per passare nella tuba di Falloppio dove potrà essere fecondata dagli spermatozoi eventualmente presenti. Tenendo conto che gli spermatozoi vivono circa 72-96 ore all’interno delle vie genitali femminili, la cosiddetta “finestra fertile” per concepire interessa circa sei giorni: i cinque giorni che precedono l’ovulazione, più l’ovulazione stessa che ha una durata di 24 ore. In realtà la finestra fertile dipende dalla salute della donna e dalla durata del ciclo, infatti se il ciclo è più lungo o più corto di 28 giorni, è probabile che l’ovulazione avvenga in un giorno diverso dal quattordicesimo. Ad esempio, in un ciclo di 32 giorni, l’ovulazione sarà al 18° giorno dall’inizio della mestruazione precedente e si inizierà a poter restare incinte dal 14° giorno, quindi è possibile calcolare i giorni fertili sempre contando i 14 giorni che precedono l’inizio della mestruazione.

È possibile restare incinta solo durante il periodo fertile?

Per le donne che hanno un ciclo molto irregolare diventa estremamente difficile individuare il proprio periodo fertile. Soprattutto per quelle donne che hanno un ciclo più corto della media, poiché per loro l’ovulazione può avvenire anche solo cinque giorni dopo la fine delle mestruazioni. Inoltre, è comunque possibile rimanere incinta durante le mestruazioni o subito dopo la loro termine, questo perché potrebbero verificarsi delle perdite provocate da cisti alle ovaie oppure da fibromi uterini. Si potrebbe poi confondere tale perdita con le mestruazioni e restare incinta proprio nei giorni più fertili. Inoltre, nel 5-10% dei casi è possibile che si verifichi una doppia ovulazione nello stesso ciclo, così da raddoppiare i giorni fertili.

https://www.inofert.it/Approfondimenti/Articoli-scientifici

The normal menstrual cycle in women.

Mihm M1, Gangooly S, Muttukrishna S.

Regolarità del ciclo ovarico

ciclo ovarico olinorm e la donna
  1. Che cosa si intende per regolarità del ciclo ovarico?
  2. Quali sono le possibili cause di irregolarità del ciclo ovarico?

Che cosa si intende per regolarità del ciclo ovarico?

Il ciclo ovarico dura in media 28 giorni ed è il risultato di una complessa interazione ormonale che coinvolge l’ipotalamo, l’ipofisi e le ovaie. La regolarità del ciclo ovarico è fondamentale per il benessere complessivo della donna. Talvolta però possono verificarsi delle irregolarità associate a squilibri ormonali, periodi di forte stress o ad un’alimentazione scorretta. Le alterazioni del ciclo mestruale possono riguardare il ritmo (cicli infrequenti o troppo frequenti), la quantità (cicli troppo abbondanti o scarsi) o la durata (cicli troppo prolungati o brevi).Infine,l’amenorrea si attesta con l’assenza per più di 6 mesi delle mestruazioni.

Quali sono le possibili cause di irregolarità del ciclo ovarico?

La regolarità del ciclo ovarico viene molto influenzata dalle condizioni di stress psico-fisico, che alterano il quadro ormonale in maniera diversa in base alla sensibilità individuale. Lo stress può dipendere da un’eccessiva attività fisica che esercita un’azione su ipotalamo e ipofisi, le due ghiandole che governano la secrezione delle gonadotropine FSH e LH, due ormoni sessuali direttamente coinvolti nel ciclo ovarico. Anomalie importanti di tali ormoni potrebbero portare a diversi disturbi: un flusso mestruale molto intenso (menorragia), mestruazioni troppo frequenti (polimenorrea) o un ritardo delle mestruazioni (oligomenorrea). Le irregolarità del ciclo ovarico sono spesso associate anche alla perdita repentina ed eccessiva di peso. Infatti, un’alimentazione troppo restrittiva riduce i livelli di insulina e del tessuto adiposo, che a sua volta provoca una diminuzione dei livelli di leptina, un ormone prodotto dal tessuto adiposo stesso. La leptina porta alla soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, riducendo l’ormone LH. In casi estremi si può arrivare all’amenorrea ipotalamica, che per l’organismo femminile rappresenta una risposta adattativa allo stress ed è una sindrome riconducibile ad una scarsa produzione di gonadotropine a livello ipotalamico. Infine, anche la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) si ripercuote sulla salute della donna perché è caratterizzata da cicli irregolari per via dall’aumento degli androgeni, ormoni maschili, e per la riduzione di FSH. 

https://www.humanitas.it/malattie/cisti-alle-ovaie

https://www.nutrizioneesalute.it/pianeta-donna/amenorrea-ipotalamica-da-stress

Functional hypothalamic amenorrhoea — diagnostic challenges, monitoring, and treatment.

Sowińska-Przepiera E1, Andrysiak-Mamos E, Jarząbek-Bielecka G, Walkowiak A, Osowicz-Korolonek L, Syrenicz M, Kędzia W, Syrenicz A

Fisiologia dell’ovaio

ciclo ovarico donne
  1. Quali sono gli ormoni secreti dalle ovaie?
  2. Cosa succede durante le fasi del ciclo ovarico?

Quali sono gli ormoni secreti dalle ovaie?

L’ovaio è l’organo deputato alla realizzazione di due funzioni differenti ma complementari: la produzione di ormoni e la riproduzione. Gli ormoni prodotti sono steroidi ovvero estrogeni e progestinici. Durante l’inizio della pubertà si ha un incremento della produzione di estrogeni e l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi che sono i primi stimoli alla base. A livello dell’ovaio si verifica una ripresa dei processi di meiosi e della maturazione dei follicoli, che porta all’aumento della produzione di estrogeni che a sua volta comporta un aumento del peso e dimensioni dell’utero e di modificazioni a livello dell’endometrio per preparare all’arrivo del menarca. Le gonadotropine (FSH e LH prodotte dall’ipofisi e hCG prodotta dalla placenta, solo in caso di gravidanza) vengono prodotte ciclicamente per esplicare i loro effetti a livello delle ovaie portando alla maturazione dei follicoli. Quindi si ha il cosiddetto ciclo ovarico accompagnato dal flusso mestruale se non si è in presenza di una gravidanza. 

Cosa succede durante le fasi del ciclo ovarico?

Il principale compito dell’ovaio è la produzione di un ovulo che può essere fecondato. Il ciclo ovarico si caratterizza di diverse fasi in cui si hanno diversi assetti ormonali e varie modifiche sia a livello dell’ovaio che della mucosa uterina. Nelle fasi precedenti all’ovulazione si ha la maturazione di un follicolo grazie all’azione dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), dell’ormone luteinizzante (LH), degli estrogeni, progestinici, androgeni e prolattina. In particolare in questa fase si ha un picco di estrogeni seguito poi da un decremento. Contemporaneamente si ha il picco ovulatorio che corrisponde all’aumento dei livelli di LH e anche della temperatura corporea. Durante l’ovulazione si ha la rottura del follicolo che dà origine al corpo luteo che produce progesterone e estrogeni. Progressivamente questo corpo luteo cresce e aumenta la produzione di questi ormoni. Il corpo luteo, se l’uovo non viene fecondato, va incontro a fenomeni di atrofia, se invece si ha la fecondazione il corpo luteo assume un ruolo importante nella produzione di estrogeni fino alle terza settimana di gestazione ovvero quando si placenta entra in funzione producendo essa stessa gli estrogeni. 

Anatomia dell’ovaio

ovaie e ciclo ovarico
  1. Cos’è l’ovaio?
  2. Quali ruoli svolgono le ovaie?
  3. Quali sono le caratteristiche della zona corticale e midollare dell’ovaio?

Cos’è l’ovaio?

L’ovaio è un organo formato da due ghiandole, le ovaie, che vanno a costituire l’apparato riproduttivo femminile insieme alle altre strutture (utero, tube di Falloppio, vagina e vulva). Le ovaie hanno una forma di mandorla posizionate ai lati dell’utero. In una donna adulta hanno una lunghezza di circa 4 cm, una larghezza di 2 cm e uno spessore di 1 cm. Le ovaie nel corso della vita cambiano di dimensioni, infatti nelle bambine sono di piccole dimensioni, nelle giovani donne sono generalmente più grosse e tendono a ridursi nella vecchiaia. Ciascuna delle due ovaie presenta due poli: uno superiore legato alla tuba uterina e uno inferiore legato all’utero.

Quali ruoli svolgono le ovaie?

Le ovaie svolgono diversi ruoli: producono gli ovuli, che sono indispensabili per la riproduzione e quindi una funzione gametogenica e secernono anche gli ormoni sessuali come estrogeni, progesterone e una piccola quantità di androgeni che regolano tutte le fasi della vita riproduttiva femminile e quindi una funzione endocrina. Ogni mese l’ovaio libera un ovulo maturo, viene espulso dal follicolo e migra nella tuba di falloppio dove si trasforma in corpo luteo e secerne estrogeni e progesterone in attesa che avvenga la fecondazione. Se quest’ultima non avviene il corpo luteo degenera e si ha la comparsa delle mestruazioni, se invece viene fecondato dalla tuba andrà verso l’utero dove si impianterà con l’inizio di una gravidanza.

Quali sono le caratteristiche della zona corticale e midollare dell’ovaio?

La zona corticale dell’ovaio è formata da un connettivo, lo stroma corticale dove sono contenuti gli organuli ovarici, in vari stadi di evoluzione. L’epitelio ovarico che va a rivestire la corticale ed è formato da uno strato di cellule cubiche, al di sotto dell’epitelio si trova lo stroma che è ricco di fibre di collagene. La zona midollare dell’ovaio è la regione centrale e più profonda dell’ovaio. La midollare è costituita da connettivo lasso e presenta fibre elastiche e muscolari lisce che rivestono le ramificazioni delle arterie. Queste ramificazioni vascolari formano una spirale. L’aumento del flusso di sangue nei vasi porta ad un aumento del volume della zona midollare e va ad esercitare una pressione verso la corticale favorendo lo scoppio dei follicoli maturi. La midollare è ricca di fibre nervose sia colinergiche che adrenergiche che formano una rete attorno alle arterie e ai vasi, inoltre si hanno vasi linfatici.

Lo sport influenza il ciclo mestruale?

sport e ciclo mestruale
  1. È importante praticare attività fisica già dall’infanzia?
  2. L’attività fisica nelle giovani adolescenti
  3. Attività fisica e ciclo mestruale
  4. Perché lo sport influenza il ciclo mestruale?

È importante praticare attività fisica già dall’infanzia?

Quando l’abitudine di praticare attività fisica viene acquisita già nell’infanzia tende a diventare parte integrante dello stile di vita di una persona. Tra i fattori caratterizzanti gli stili di vita, l’attività fisica, ha un ruolo molto importante per la salute. Infatti diversi studi scientifici dimostrano che svolgere attività fisica con regolarità promuove la crescita e lo sviluppo non solo nell’infanzia ma anche in adolescenza. Per mantenere un buono stato di salute e un normo-peso in particolare gli adolescenti dovrebbero svolgere quotidianamente attività fisica ma purtroppo i nuovi dati indicano una tendenza dei giovani adolescenti ad una scarsa attività fisica portando ad un aumento del rischio di sviluppare malattie croniche e metaboliche come diabete e obesità.

L’attività fisica nelle giovani adolescenti

In particolare l’attività fisica può andare ad influenzare, nelle giovani adolescenti, il ciclo mestruale. Il ciclo mestruale che ha una durata media di 28 giorni può essere suddiviso in 3 fasi, una fase pre-mestruale, ovvero i giorni che precedono le mestruazioni, una fase mestruale, dove si ha la comparsa delle mestruazioni e una fase post-mestruale.

Allenamento e ciclo mestruale sono due elementi che si intersecano nella vita delle donne che praticano sport, che sia a livello agonistico o meno. Le donne tendono ad evitare l’attività fisica durante il periodo di mestruazioni ma ciclo femminile e allenamento possono essere svolti in contemporanea. Molte donne che soffrono particolarmente durante la prima fase del ciclo preferiscono non allenarsi, ma al contrario praticare sport può avere effetti positivi poiché si ha la produzione di endorfine che vanno ad alleviare il dolore.

Attività fisica e ciclo mestruale

Durante la prima fase del ciclo e quindi quella mestruale, è preferibile svolgere un’attività sportiva leggera, mentre nella seconda fase del ciclo, quella follicolare, i livelli di FSH più elevati portano ad un aumento di forza e concentrazione e quindi è possibile un’attività più intensa, cosi come anche nell’ultima fase del ciclo, quella ovulatoria dove si hanno picchi sia di FSH che di LH. Un’attività fisica molto intensa può portare a disturbi del ciclo mestruale come: menorragia quindi un flusso mestruale molto intenso, polimenorrea con un anticipo delle mestruazione, oligomenorrea che comporta un ritardo delle mestruazioni spesso associato anche a disturbi alimentari e infine amenorrea dove non si hanno mestruazioni per almeno tre mesi.

Perché lo sport influenza il ciclo mestruale?

L’eccessiva attività fisica può influenzare il ciclo mestruale perché lo sforzo fisico ha un’azione su ipotalamo e ipofisi, le due ghiandole che regolano la funzione ovarica con la secrezione di fattori di rilascio delle gonadotropine e gonadotropine quali FSH e LH. Di conseguenza lo sforzo fisico va ad influenzare la secrezione degli ormoni sessuali coinvolti nel ciclo mestruale e ovarico con una diminuzione di estrogeni e quindi disturbi del ciclo mestruale. Studi recenti su donne che svolgono sport a livello agonistico, hanno evidenziato che il 30-40% di loro va incontro ad amenorrea durante il periodo di allenamento ed uno dei motivi principali è la scarsa percentuale di grasso corporeo e proprio per questo l’organismo blocca le mestruazioni, come protezione. La correlazione tra ciclo irregolare e attività fisica è molto frequente soprattutto in adolescenza essendo il sistema ormonale non ancora del tutto formato. Tra le attività fisiche maggiormente praticate in adolescenza c’è soprattutto la danza classica. Le adolescenti che praticano questo sport a livello agonistico sono sottoposte a duri e intensi allenamenti ma anche il basso livello di peso corporeo e le poche calorie che presenti nella dieta influiscono sulla produzione di ormoni sessuali e quindi sul ciclo mestruale.

Insulino-resistenza e ovaio policistico

insulino resistenza e ovaio policistico
  1. Cos’è l’insulino-resistenza?
  2. Insulino-resistenza e PCOS
  3. Come si può risolvere?
  4. Ci sono specifici farmaci?

Cos’è l’insulino-resistenza?

L’insulino-resistenza è la diminuzione della capacità delle cellule del corpo, in particolare le cellule del tessuto muscolare e adiposo, di rispondere all’insulina e quindi anche di utilizzarla.  L’insulina è l’ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, piccole quantità vengono rilasciate dopo ogni pasto per favorire l’ingresso del glucosio e poterlo utilizzare come fonte energetica. La presenza di insulino-resistenza porta ad un minor ingresso di glucosio nelle cellule, ad un’aumento dei livelli di insulina e quindi insulinemia e soprattutto ad iperstimolazione dei tessuti sensibili all’azione di quest’ormone.  

Insulino-resistenza e PCOS

Gli organi più colpiti da questa sindrome sono: il muscolo scheletrico, il fegato, il tessuto adiposo, l’ovaio e l’utero, infatti l’insulino-resistenza è tra le cause metaboliche della sindrome dell’ovaio policistico.

Nella genesi della Sindrome dell’Ovaio Policistico, l’insulino-resistenza porta a produrre una maggiore quantità di androgeni da parte delle cellule della teca dell’ovaio, portando ad una disregolazione della dell’attività dell’LH (ormone dell’ovulazione), e parallelamente l’endometrio subisce un’anomala crescita. La cura dell’insulino-resistenza porta nella maggior parte dei casi alla risoluzione dell’ovaio policistico con conseguente miglioramento della sintomatologia e aumento della fertilità. La comparsa di macchie scure, la cosiddetta acantosi nigricans, è un segno comune dell’insulino-resistenza e sindrome dell’ovaio policistico.

Come si può risolvere?

Una dei modi per risolvere l’insulino-resistenza è seguire una dieta con un basso indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento è la velocità con cui aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue in seguito all’assunzione di quell’alimento. Dopo l’assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico, la glicemia subisce un brusco innalzamento, viene secreta moltissima insulina con conseguente iperstimolazione dei tessuti.  Gli alimenti a basso indice glicemico sono frutta e verdura , latticini, cereali come avena e orzo, pasta cotta al dente, mentre quelli ad alto indice glicemico sono tutti quelli facilmente assimilabili: zucchero, cereali raffinati, riso, patatine, wafer, biscotti, dolci e torte, bevande zuccherate, gasate, alimenti che contengono zucchero, destrosio, sciroppo di glucosio negli ingredienti.

Ci sono specifici farmaci?

Oltre al cambiamento dello stile di vita con una dieta ipocalorica, perdita di peso e attività fisica per migliorare i sintomi, la terapia include l’uso di farmaci insulino-sensibilizzanti come la metformina. Questi farmaci rendono l’organismo più sensibile all’insulina e aiutano le cellule ad utilizzare meglio il glucosio nel sangue e possono regolare il ciclo mestruale. Questi farmaci se usati in maniera efficace possono regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione, ridurre la condizione di infertilità, minimizzare i segni di irsutismo e ridurre l’acne. Un migliore uso dell’insulina nel corpo inoltre riduce il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, che è presente in maniera più elevata nelle donne con PCOS.

Sindrome dell’ovaio policistico: sintomi, cause, cure

sindrome ovaio policistico
  1. Cos’è la Sindrome dell’Ovaio Policistico o PCOS?
  2. Quali sono i sintomi?
  3. Ci sono complicazioni?
  4. Diagnosi e trattamento
  5. È importante avere un corretto stile di vita?

Cos’è la Sindrome dell’Ovaio Policistico o PCOS?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ha effetti sulla salute della donna da un punto di vista metabolico e riproduttivo. È caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie per la presenza di multiple cisti ovariche e da alterazioni ormonali e metaboliche (iperandrogenismo, resistenza all’insulina con conseguente iperinsulinemia).

La PCOS, presente nel 5-10% delle donne, inizia nel periodo puberale ed è l’alterazione endocrina più comune tra le donne in età fertile.

L’ovaio policistico è espressione di una complessa alterazione funzionale del sistema riproduttivo data dall’aumento degli androgeni, ovvero gli ormoni maschili, causa i segni e i sintomi tipici di questa patologia.

Quali sono i sintomi?

I sintomi tipici comprendono mestruazioni irregolari o amenorrea, lieve irsutismo con crescita dei peli corporei in zone atipiche come mento, labbro superiore, schiena quindi con segni di virilizzazione.
Altri sintomi possono comprendere un aumento di peso accompagnato da affaticamento, scarsa energia, problemi legati al sonno, sbalzi d’umore, in alcune donne può essere compromessa anche la fertilità e le donne incinte che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico  presentano un rischio maggiore di complicazioni durante la gestazione come diabete gestazionale, parto pre-terimine e pre-eclampsia.

Ci sono complicazioni?

La sindrome dell’ovaio policistico può avere gravi complicazioni. La presenza di alti livelli di estrogeni amplificano il rischio di iperplasia endometriale e anche di carcinoma dell’endometrio. La presenza invece di alti livelli di androgeni aumenta il rischio di sindrome metabolica e irsutismo. Nel lungo termine l’eccesso di questi ormoni può comportare un rischio maggiore per i disturbi cardiovascolari come ipertensione e iperlipidemia. La sindrome dell’ovaio policistico è strettamente correlata all’obesità che causa insulino-resistenza che contribuisce ad aumento della produzione di androgeni da parte dell’ovaio.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi di ovaio policistico è definita dal ginecologo tramite esami specifici come esami di dosaggio sierico ormonale, ecografia pelvica, glicemia, insulinemia. Il dosaggio dei livelli ormonali comprende quello del testosterone totale, dell’ormone follicolo stimolante FSH, prolattina e TSH. Quando i livelli di testosterone sono lievemente aumentati e livelli di FSH invece lievemente diminuiti suggeriscono la presenza della sindrome di ovaio policistico.La diagnosi richiede la presenza di disfunzione ovulatoria, evidenza clinica e/o biochimica di iperandrogenismo e la presenza di piu di 10 follicoli/cisti per ovaio dall’ecografia pelvica. Il trattamento per la sindrome dell’ovaio policistico comprende la somministrazione di progesterone o contraccettivi orali per andare a correggere le anomalie ormonali, alleviare i sintomi e migliorare la fertilità in particolare per le donne che desiderano una gravidanza. I contraccettivi ormonali sono la terapia di prima linea e riducono gli androgeni circolanti e rendono i cicli mestruali più regolari.

È importante avere un corretto stile di vita?

La PCOS non è sinonimo di sterilità e si ricorre all’induzione dell’ovulazione tramite l’uso dei contraccettivi. L’esercizio fisico e la perdita di peso è molto importante perché riducono l’insulino-resistenza riducono i livelli di insulina e di estrogeni e quindi si può avere il ripristino dell’ovulazione o comunque favorire l’effetto dei contraccettivi utilizzati per indurre l’ovulazione.  

Quindi risulta di estrema importanza seguire stili di vita sani e corretti poiché aiutano a prevenire tale patologia.

Come influisce il dimagrimento sul ciclo ormonale

dimagrimento e ormoni
  1. Quanto è importante una corretta alimentazione?
  2. Cosa può portare un’alterazione del ciclo mestruale?
  3. Quali sono le conseguenze del dimagrimento?
  4. Qual è la giusta terapia?

Quanto è importante una corretta alimentazione?

Nella nostra alimentazione si distinguono macronutrienti quali glicidi, proteine e lipidi, e micronutrienti, cioè le vitamine. L’alimentazione quotidiana deve essere equilibrata e comprende l’assunzione di circa il 50% di glicidi, il 30% di proteine e il 20% di lipidi. Ogni tipo di alimentazione influenza il nostro stato di salute ed il nostro equilibrio ormonale, infatti la perdita del 10-15% del peso corporeo in particolare può portare ad alterazioni del ciclo mestruale.

Cosa può portare un’alterazione del ciclo mestruale?

In particolare con il dimagrimento si ha una diminuzione dei livelli di insulina e una riduzione del tessuto adiposo, il grasso corporeo, che comporta una riduzione dei livelli di leptina, ormone prodotto dal tessuto adiposo stesso. La carenza nutrizionale e quindi poi la riduzione della leptina porta alla soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Ciò porta ad un’assenza di mestruazione ovvero amenorrea, si tratta di amenorrea ipotalamica con bassi livelli di gonadotropine, FSH e LSH, e do estrogeni. Inoltre la variazione di peso incide non solo sulla produzione degli ormoni sessuali ma anche sulla loro ciclicità di rilascio.

Quali sono le conseguenze del dimagrimento?

La malnutrizione comporta ad un rallentamento del metabolismo basale e si osserva una riduzione dell’ormone T3 libero, che il pool attivo degli ormoni tiroidei, infatti tra gli esami da valutare ci sono quelli della funzionalità tiroidea e anche della prolattina, altro ormone da stress. Riacquistando il peso ideale, con una dieta ben bilanciata si avrà progressivamente una ripresa della ciclicità mestruale. La carenza di estrogeni correlata ad un dimagrimento eccessivo e prolungato può causare danni seri, alla fertilità, al sistema nervoso e al cervello che possono anche essere irreversibili una volta riacquistato il normopeso. Le conseguenze a lungo termine riguardano soprattutto la perdita di massa ossea poiché si ha un impoverimento della componente trabecolare dell’osso, che nel tempo può comportare una vera e propria osteoporosi.

Qual è la giusta terapia?

La terapia di queste situazioni consiste nella riabilitazione nutrizionale e anche psicologica per affrontare e rimuovere le cause dello stress che hanno determinato il dimagrimento e le conseguenze correlate a esso.

Obesità e fertilità

obesità e fertilità
  1. Cos’è l’obesità?
  2. L’obesità influenza il ciclo mestruale e la fertilità?
  3. Obesità e sindrome dell’ovaio policistico

Cos’è l’obesità?

L’obesità è una sindrome caratterizzata da eccessivo abnorme aumento del peso corporeo, per eccessiva formazione di grasso nei tessuti. Si riconoscono due tipi di obesità:

  • Obesità androide, con accumulo di grasso a distribuzione di tipo mascolino, cioè prevalentemente nel tessuto della nuca, delle spalle e della parte superiore dell’addome.
  • Obesità ginoide, quella caratterizzata da accumulo di grasso nella parte inferiore del corpo (cosce, glutei, regione addominale) e da scarso sviluppo della muscolatura che è frequente nelle donne.

L’obesità influenza il ciclo mestruale?

I meccanismi fisiologici correlati al sesso, in particolare gli effetti mediati dagli ormoni giocano un ruolo significativo nell’obesità femminile. La prevalenza e l’incidenza di sovrappeso e soprattutto di obesità sono aumentate in maniera preoccupante nella popolazione femminile in età fertile. Studi recenti hanno evidenziato che le donne con un eccesso di peso presentano disordini del ciclo mestruale. Questo pare confermare che l’eccesso di peso abbia un ruolo veramente importante nei meccanismi coinvolti nell’infertilità. Infatti le donne obese possono incorrere nelle complicanze dell’obesità stessa come il diabete, ipertensione arteriosa, ictus e arteriosclerosi ma presentano anche problematiche legate al funzionamento dell’apparato riproduttivo. Le donne obese presentano una frequenza di amenorrea, l’assenza del ciclo mestruale, molto elevata rispetto alle donne che sono in normopeso. L’analisi del profilo ormonale delle donne obese ha evidenziato che obesità e soprappeso sono associati ad infertilità poiché la donna si trova in uno stato di ipogonadismo ipogonadotropo ovvero si ha un’alterazione dell’asse ipolatamo-ipofisi-ovaio che va a regolare il ciclo mestruale tramite la sintesi di gonadotropine come FSH e LH.

L’obesità inoltre va a modificare anche i livelli di insulina prodotta dal pancreas, causando un’iperproduzione di androgeni che, correlato ad un aumento della produzione di estrogeni, si ripercuote sul ciclo mestruale causando disturbi, riduzione dei fenomeni di ovulazione e quindi bassi tassi di fertilità. Anche i depositi di grasso nelle ovaie possono infine interferire con lo sviluppo follicolare e embrionale in caso di gravidanza.

Obesità e sindrome dell’ovaio policistico

Tra le problematiche più diffuse tra le giovani donne obese c’è la sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS), che è  caratterizzata da iperandrogenismo, assenza di ovulazione, irsutismo, acne e alterata morfologia dell’ovaio. L’obesità va ad amplificare l’iperandrogenismo della PCOS e quindi il tasso di infertilità e i cicli anovulatori.

Tra le donne obese trattate per infertilità il tasso di gravidanza è minore rispetto a quelle normopeso ed inoltre anche dopo il trattamento di fertilizzazione il rischio di aborti per le donne obese è molto elevato.

L’obesità è un fattore di rischio importante legato a una serie di patologie ginecologiche; è importante quindi stabilire delle strategie di prevenzione in particolare nelle giovani adolescenti che permettono la normalizzazione del peso corporeo per chi è in soprappeso o in obesità poiché questo può aumentare le probabilità di ripristino del ciclo mestruale e quindi dell’ovulazione.

Alimentazione dall’infanzia all’adolescenza

alimentazione e ciclo mestruale
  1. L’alimentazione nelle varie fasi della vita
  2. L’alimentazione tra uomo e donna
  3. L’alimentazione durante la pubertà femminile

L’alimentazione nelle varie fasi della vita

L’alimentazione cambia durante le varie fasi della vita. Si inizia, durante l’infanzia con lo svezzamento al sesto mese di età dove vengono introdotti gradualmente alimenti solidi e alternati all’assunzione di latte materno. Dal primo anno il bambino è in grado di masticare e quindi può mangiare in modo simile ad un adulto ovvero con 4-5 pasti al giorno e con pranzo e cena come pasti principali, alternando le fonti proteiche come pesce, carne e legumi, non dimenticando l’assunzione di fibre, Sali minerali. Durante la crescita, l’alimentazione è fondamentale per apportare il materiale energetico costruttivo necessario per il sostegno dell’organismo e del suo accrescimento.

L’alimentazione tra uomo e donna

Tra uomo e donna c’è una differenza per quanto riguarda il fabbisogno energetico che risulta essere più alto nell’uomo che nella donna. Infatti si parla di circa 2.500 calorie per un ragazzo e di circa 2.000 per una ragazza.

L’alimentazione durante la pubertà femminile

Invece non ci sono differenze a livello alimentare tra i due sessi anche se durante la pubertà femminile e quindi con la comparsa del primo menarca l’alimentazione è molto importante. Altra differenza è la quantità di ferro consigliata che nelle donne che dovrebbe essere superiore a quella consigliata agli uomini a causa del ciclo mestruale e delle perdite ematiche che esso comporta. C’è una forte correlazione tra la comparsa del primo menarca e l’alimentazione, negli ultimi anni infatti il ciclo mestruale si è anticipato molto, dai diciassette anni si è passati a circa dodici tredici anni e secondo alcuni studi ciò è dovuto al tipo di alimentazione che è diventata meno sana influenzando le dinamiche ormonali. Una corretta alimentazione influenza la pubertà poiché affinché si possa verificare uno stimolo ormonale importante, è necessario che ci sia la leptina, un ormone contenuto a livello degli strati adiposi. Quindi un’alimentazione ricca di grassi porta ad un anticipo del ciclo mestruale. Per questo l’alimentazione durante il periodo puberale è più importante nelle ragazze che nei ragazzi.