Terapia infertilità maschile

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  1. Quali sono le possibili terapie per l’infertilità maschile?
  2. Quali sono i trattamenti eziologici per l’infertilità maschile?

Quale sono le possibili terapie per l’infertilità maschile?

Alla diagnosi di infertilità maschile segue la terapia medica più opportuna suggerita dall’andrologo. Quando è possibile individuare le cause di infertilità si procederà con un trattamento eziologico mirato; purtroppo però nel 30% degli uomini infertili non è possibile formulare una diagnosi certa e quindi il trattamento sarà empirico, ovvero una terapia iniziata sulla base di un un’ipotesi clinica che viene intrapresa prima della conferma finale di una diagnosi.

Quali sono i trattamenti eziologici per l’infertilità maschile?

La varicocelectomia è uno dei trattamenti eziologici ed è indicato per la risoluzione del varicocele, consiste nell’isolamento e nella legatura delle vene spermatiche tramite un approccio microchirurgico. La varicocelectomia può essere eseguita anche in laparoscopia, una metodica che prevede delle piccole incisioni sull’addome attraverso le quali vengono introdotti degli strumenti che permettono di legare le vene spermatiche. Tuttavia, l’intervento del varicocele in laparoscopia presenta lo svantaggio di richiedere l’anestesia generale e ha riportato delle percentuali di successo inferiori rispetto all’approccio microchirurgico. In caso di azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) ostruttiva provocata da flogosi, traumi o condizioni congenite, il trattamento può essere rappresentato dalla disostruzione delle vie seminali. A seconda del livello di ostruzione verrà eseguito un by-pass microchirurgico (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, tubulo-vasostomia). Altra causa di infertilità riscontrabile sono le infezioni genitali che devono essere trattate con terapia antibiotica specifica dopo gli esami colturali. In presenza di ipogonadismo ipogonadotropo (patologia ormonale in cui vi è un ridotto funzionamento dei testicoli per la presenza di un deficit di produzione di gonadotropine FSH ed LH) la terapia scelta è il trattamento ormonale combinato con gonadotropine, che permette il ripristino della spermatogenesi. Altre terapie ormonali sono rappresentate da farmaci antiestrogeni come ad esempio il clomifene.

Evidence-based approach to unexplained infertility: a systematic review.

Deidre D. Gunn, M.D. and G. Wright Bates, M.D. Division of Reproductive Endocrinology and Infertility, Department of Obstetrics and Gynecology, University of AlabamaBirmingham, Birmingham, Alabama

http://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?id=4567&area=fertilita&menu=medicina

Infertilità maschile: diagnosi ed esami

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1-Come inizia la diagnosi di infertilità maschile?

2-Quali sono gli esami che portano alla diagnosi di infertilità maschile?

Come inizia la diagnosi di infertilità maschile?

Il percorso che porta alla diagnosi di infertilità nell’uomo è composto da varie tappe. Si parte con la storia clinica del paziente fino all’esecuzione di esami più complessi. L’anamnesi si basa sulla raccolta delle informazioni come ad esempio la normale discesa dei testicoli nello scroto per escludere che in passato si sia verificato un criptorchidismo e la verifica che non siano state trascurate delle orchiti o delle infiammazioni all’epididimo, ai dotti deferenti, alla prostata o alle vescicole seminali. Queste informazioni permettono di escludere o confermare delle cause testicolari e post-testicolari di infertilità. Un’altra parte dell’anamnesi riguarda patologie fra cui obesità, diabete e malattie cardiovascolari, che limitano l’efficienza dell’apparato riproduttivo. Infine, è importante considerare lo stile di vita e l’eventuale abuso di fumo e alcol.

Quali sono gli esami che portano alla diagnosi di infertilità maschile?

Il primo esame diagnostico per l’infertilità maschile è lo spermiogramma, che serve a caratterizzare il liquido seminale. I parametri misurati sono il pH, la viscosità e il tempo di fluidificazione perché in caso di flogosi prostatica questi tre valori possono aumentare rispetto a quelli di riferimento, il numero di spermatozoi per mL in quanto valori bassi potrebbero essere indice di malfunzionamento dei testicoli, la percentuale di motilità degli spermatozoi e la concentrazione dei leucociti per ml di sperma che informa su possibili stati di infezione. È importante considerare che le variazioni stagionali nella conta spermatica possono arrivare fino al 75% dello stesso individuo e per questo l’esame deve essere ripetuto una seconda volta a distanza di circa 3 mesi. Fra gli esami laboratoriali per la diagnosi di infertilità maschile c’è la valutazione del contenuto di enzimi presenti nell’acrosoma degli spermatozoi, che sono fondamentali per penetrare nell’ovocita. Inoltre, si effettua il dosaggio ormonale di FSH, LH e testosterone, le cui alterazioni possono portare alla diagnosi di ipogonadismo, oligospermia o azoospermia. Infine, si esegue la biopsia testicolare prelevando un frammento di tessuto per verificare l’aspetto dei tubuli seminiferi e delle cellule di Leydig, cellule interstiziali che si trovano nello stroma dei tubuli seminiferi nei testicoli, poiché delle anomalie andrebbero a compromettere la produzione e la maturazione degli spermatozoi indicando un danno testicolare.

The diagnosis of male infertility: an analysis of the evidence to support the development of global WHO guidance—challenges and future research opportunities Christopher L.R. Barratt1, Lars Björndahl2, Christopher J. De Jonge3, Dolores J. Lamb4, Francisco Osorio Martini5, Robert McLachlan6, Robert D. Oates7, Sheryl van der Poel8,9, Bianca St John10, Mark Sigman11, Rebecca Sokol12, and Herman Tournay

Infertilità maschile: cause genetiche

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1-Che cos’è l’infertilità maschile?

2-Quali sono le possibili cause genetiche di infertilità maschile?

Che cos’è l’infertilità maschile?

L’infertilità maschile che corrisponde ad un’insufficiente produzione di spermatozoi e quindi ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo. Oltre alle cause infettive, ormali, anatomico-funzionali ci possono essere cause genetiche.   

Quali sono le possibili cause genetiche di infertilità maschile?

Le anomalie genetiche contribuiscono per il 15-30% all’infertilità maschile. Le tre principali cause di infertilità su base genetico-cromosomica sono le anomalie cromosomiche, le micro-delezioni del cromosoma Y e le mutazioni nel gene della fibrosi cistica. L’alterazione cromosomica più comune e più diffusa negli uomini infertili è la Sindrome di Klinefelter (47, XXY), che comporta azoospermia non ostruttiva e fa parte delle aneuploidie, ovvero quelle alterazioni caratterizzate dalla presenza di un numero incorretto di cromosomi. Le microdelezioni del cromosoma Y nei soggetti infertili si verificano a causa di eventi di ricombinazione intra-cromosomica tra lunghi tratti di DNA nel corso della meiosi o nelle fasi precoci di sviluppo prima dell’impianto.  Le conseguenze cliniche delle microdelezioni del cromosoma Y sono rappresentate da una grave testicolopatia che si esprime con azoospermia non ostruttiva (totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato) o con quadri di grave oligozoospermia (<5 milioni di spermatozoi/ml). La fibrosi cistica è una malattia genetica il cui difetto di base consiste nella produzione di una proteina alterata, che normalmente trasporta il cloro e il sodio e conseguentemente anche l’acqua, attraverso le membrane cellulari. Questo difetto è riconducibile a mutazioni del gene CFTR che codifica la proteina in questione. L’alterazione porta alla secrezione di muco molto denso, viscoso e quindi poco scorrevole che ostacolerà il flusso degli spermatozoi, che non potranno quindi muoversi liberamente e fecondare l’ovocita poiché intrappolati dalla densità del liquido stesso.

https://www.sierr.it/images/PercorsoCoppia_Foresta/3e.pdf

Cause ormonali infertilità maschile

sterilità maschile

1-Che cos’è l’infertilità maschile?

2-Quali sono le possibili cause ormonali di infertilità maschile?

Che cos’è l’infertilità maschile?

L’infertilità maschile è la ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per un’insufficiente produzione di spermatozoi o per anomalie nella qualità degli spermatozoi prodotti. La produzione e la maturazione degli spermatozoi richiedono oltre ad un intatto corredo genetico, un ambiente favorevole e anche la presenza di adeguati livelli ormonali. Infatti tra le cause che portano a infertilità ci sono anche le alterazioni ormonali. 

Quali sono le possibili cause ormonali di infertilità maschile?

Il sistema endocrino e l’asse ipotalamo-ipofisi regolano la catena di eventi ormonali che consente ai testicoli di produrre e canalizzare in maniera efficace lo sperma, garantendo la fertilità dell’uomo. I problemi ormonali che possono causare infertilità maschile riguardano i livelli di FSH, LH, di testosterone e prolattina poiché tali ormoni sono coinvolti nella spermatogenesi e sono associati alla qualità del liquido seminale. I più comuni disturbi ormonali sono: l’iperprolattinemia che si associa ad un elevato livello di prolattina nel sangue e determina bassi livelli di testosterone (ormone steroideo che agisce sulla maturazione degli spermatozoi nei testicoli), una forte riduzione della libido e la compromissione della funzionalità sessuale; l’ipotiroidismo che corrisponde ad una diminuzione dell’attività della tiroide e dei livelli di tiroxina e tri-iodotironina e può provocare eiaculazione ritardata e disfunzione erettile perché anche in questo caso aumenta la produzione di prolattina che riduce i livelli di testosterone. Inoltre, il cattivo funzionamento della tiroide può avere un’influenza negativa anche sulla qualità dello sperma. Infine, l’ipogonadismo primitivo o ipergonadismo è determinato da un valore elevato di FSH e porta all’incapacità della gonade maschile di effettuare la spermatogenesi e/o di produrre gli ormoni sessuali maschili.

http://www.andrologia.it/patologia-ipogonadismo/

http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.475.7105&rep=rep1&type=pdf

https://www.esamievalori.com/analisi-sangue/fsh-alto-basso-ormone-follicolo-stimolante-valori-normali-uomo-donna/

http://www.endocrinologiaclinica.it/prolattinoma.html

Infertilità maschile: cause anatomiche

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Che cos’è l’infertilità maschile?

L’infertilità maschile è la una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per un’insufficiente produzione di spermatozoi o per anomalie della qualità degli spermatozoi prodotti. La produzione e la maturazione degli spermatozoi richiede un intatto corredo genetico, un ambiente favorevole e la presenza di adeguati livelli ormonali. Le cause che portano a infertilità sono molteplici, le più comuni sono riconducibili a infezioni, ma ci possono anche essere cause anatomico-funzionali. 

Quali sono le possibili cause anatomiche di infertilità maschile?

Le anomalie anatomiche possono contribuire ad una riduzione della fertilità maschile poiché interferiscono sia con la spermatogenesi sia ostacolando il normale percorso che gli spermatozoi effettuano dal testicolo verso l’uscita dall’uretra. Tra le problematiche anatomiche più diffuse ci sono il criptorchidismo e il varicocele, entrambe portano ad una riduzione quali-quantitativa degli spermatozoi. Il criptorchidismo si manifesta con la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nella sacca scrotale entro il primo anno di vita, mentre il varicocele consiste in una dilatazione anomala delle vene testicolari. L’idrocele invece è l’accumulo di liquido sieroso tra le due membrane che rivestono il testicolo e può essere un ostacolo alla normale funzionalità riproduttiva. La fertilità dell’uomo può essere compromessa anche dalla torsione testicolare causata da anomalie del tessuto di supporto del testicolo e può indurre la formazione di un edema e l’ostruzione dei condotti da cui passa il liquido seminale. Infine, la disfunzione erettile impedisce il rapporto sessuale e può avere diverse cause che concorrono ad alimentarsi fra di loro quali patologie come il diabete, l’uso di alcuni medicinali quali farmaci antipertensivi, gastroenterologici e per l’insufficienza cardiaca , ma anche specifiche condizioni psichiche come la depressione e periodi di forte stress.

https://www.policlinicodimonza.it/infertilità-maschile-le-cause-le-terapie-contrastarla

https://www.humanitas.it/malattie/infertilita-maschile

https://www.fertilitycrete.gr/it/cause-diinfertilita-2/cause-dinfertilita-maschile/

Infertilità maschile: cause infettive

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1) Che cos’è l’infertilità maschile

2) Quali sono le possibili cause infettive dell’infertilità maschile

Che cos’è l’infertilità maschile?

L’infertilità maschile corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, per un’insufficiente produzione di spermatozoi o per anomalie nella qualità degli spermatozoi prodotti. La produzione e la maturazione degli spermatozoi richiede un intatto corredo genetico, un ambiente favorevole e la presenza di adeguati livelli ormonali. Le cause che possono portare a infertilità sono molteplici, le più comuni sono riconducibili a infezioni, anomalie anatomico-funzionali, alterazioni ormonali e genetiche. Anche pesticidi, solventi, radiazioni elettromagnetiche e il tabacco possono ridurre la fertilità. 

Quali sono le possibili cause infettive di infertilità maschile?

Le infezioni dell’apparato genitale maschile sono tra le maggiori cause di infertilità, perché possono innescare una reazione immunitaria mediata da cellule, con l’attivazione di linfociti e macrofagiche rilasciano citochine e radicali liberi particolarmente dannosi per gli spermatozoi. Tra i fattori che scatenano le infezioni e gli stati infiammatori dell’apparato genitale maschile ci sono le scorrette abitudini igieniche e sessuali, gli interventi chirurgici all’apparato genitale stesso o la presenza di un catetere vescicale. Le infezioni a carico della prostata, definite prostatiti, sono le più frequenti e portano all’aumento di pH del secreto prostatico che, insieme alla riduzione di zinco, magnesio, acido citrico e fosfatasi acida, influenzano negativamente la viscosità e la motilità degli spermatozoi. Infine, anche le malattie sessualmente trasmissibili come il Papillomavirus, la Sifilide, la Gonorrea e la Clamidia sono responsabili per il 10-15% dei casi di infertilità maschile perché possono colpire gli organi riproduttivi con delle infezioni localizzate ai testicoli, agli epididimi, alle vescicole seminali ed alla prostata.

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/753-malattie-sessualmente-trasmesse-e-fertilita-nell-uomo.html

https://www.humanitas.it/malattie/infertilita-maschile

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28892594

Terapia di sterilità maschile

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  1. Qual è la terapia per la sterilità maschile?
  2. Quali sono le tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Qual è la terapia per la sterilità maschile?

La sterilità riguarda le coppie in cui uno dei due partner o entrambi sono affetti da una precisa patologia irreversibile o che continuano ad avere problemi nel concepimento anche dopo essersi sottoposti ad un iter diagnostico e terapeutico, nel 30% dei casi è imputabile a problemi maschili. L’infertilità invece, a differenza della sterilità, impedisce ad una coppia di portare avanti una gravidanza che termini con la nascita di un neonato sano. Una volta diagnosticata la sterilità maschile può essere necessario rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il trattamento più idoneo sarà consigliato dallo specialista alla luce dei risultati ottenuti dalle analisi e dall’anamnesi completa del paziente e della coppia.

Quali sono le tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Attualmente le tecniche di procreazione assistita sono numerose e il 90% dei casi si conclude con successo. Si passa da trattamenti più semplici come l’inseminazione artificiale, alla fecondazione in vitro, fino ad arrivare alla fecondazione eterologa. L’Inseminazione Artificiale (IA) è una tecnica che consiste nel collocare un campione di seme, precedentemente trattato in laboratorio, all’interno della cavità uterina con l’obiettivo di aumentare il potenziale fecondante degli spermatozoi. Si tratta di una procedura particolarmente indicata per quelle coppie nelle quali l’uomo presenti problemi di motilità o di concentrazione dello sperma. La fecondazione in vitro comporta invece l’unione dei gameti al di fuori del corpo della donna e, in seguito, il trasferimento dell’embrione nell’utero. Nell’ambito della fecondazione in vitro si distinguono due tecniche: FIVET e ICSI. La prima viene scelta per lo più per le patologie riproduttive femminili, mentre la seconda viene impiegata nei casi di assenza di motilità dello sperma. Infine, la fecondazione eterologa viene scelta in caso di azoospermia o di anomalie cromosomiche dello sperma del paziente e prevede il ricorso allo sperma di un donatore.

Diagnosi di sterilità maschile

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  1. Come inizia la diagnosi di sterilità maschile?
  2. Quali sono gli esami diagnostici più effettuati?

Come inizia la diagnosi di sterilità maschile?

Il percorso per la diagnosi di sterilità maschile inizia con una visita andrologica dove il medico raccoglie un’anamnesi completa ed esegue un accurato esame obiettivo dei genitali maschili. La visita comprende la palpazione scrotale, la stima del volume testicolare e un’analisi del canale rettale per la valutazione della prostata. L’esame del volume testicolare è particolarmente importante nella diagnosi di sterilità maschile perché è l’espressione della quantità di tubuli seminiferi attivi ed una sua riduzione (meno di 15ml) può essere indice di danno testicolare.

Quali sono gli esami diagnostici più effettuati?

Tra gli esami diagnostici fondamentali, il primo è lo spermiogramma, ovvero l’esame del liquido seminale che definisce le caratteristiche quali-quantitative degli spermatozoi e la potenzialità fecondante dell’uomo. È importante considerare l’alta variabilità dei risultati che dipendono da fattori esterni che potrebbero alterare lo spermiogramma come ad esempio l’assunzione di antibiotici, periodi di febbre alta precedenti l’esame o il trasporto impreciso del liquido al laboratorio. Inoltre, spesso si effettua l’ecocolordoppler scrotale o testicolare, che permette di riconoscere eventuali patologie responsabili di sterilità come ad esempio il varicocele e di individuare possibili lesioni testicolari attraverso un’apparecchiatura da ecografia dotata di una sonda lineare che permette di osservare il flusso sanguigno sotto forma di immagini colorate. Se le presunte cause di sterilità maschile sono genetiche l’andrologo potrebbe suggerire l’esame del cariotipo che permette di individuare le anomalie cromosomiche attraverso il prelievo di sangue venoso e la successiva analisi laboratoriale. In alternativa si può effettuare lo studio delle micro-delezioni che individua gli eventi di delezione che hanno eliminato le sequenze normalmente presenti sul cromosoma Y che sono coinvolte nella regolazione della spermatogenesi nell’uomo. Infine, si può effettuare il dosaggio di alcuni ormoni quali FSH, LH, testosterone totale, cui si può aggiungere la prolattina (PRL) e lo studio della funzione tiroidea (TSH e fT4), poiché le alterazioni di tali ormoni possono compromettere la spermatogenesi e portare a impotenza.

http://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?id=4565&area=fertilita&menu=medicina

http://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?id=4565&area=fertilita&menu=medicina

Sterilità maschile: cause genetiche

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  1. Che cos’è la sterilità maschile?
  2. Quali sono le possibili cause genetiche di sterilità maschile?

Che cos’è la sterilità maschile?

La sterilità maschile corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva nell’uomo e contribuisce per il 50% alla sterilità di coppia. La condizione di sterilità maschile si accerta quando si verificano determinate condizioni, quali ad esempio l’azoospermia, ovvero l’assenza totale degli spermatozoi o la cripto-azoospermia, che indica la drastica insufficienza di spermatozoi nel liquido seminale, oppure quando non c’è eiaculazione (aspermia) o se gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono morti e si parla quindi di “necrozoospermia”. La sterilità è definita primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, mentre è definita secondaria se l’uomo ha indotto una gravidanza in precedenza. Le cause di sterilità sono diverse: anatomiche, infettive, ormonali e genetiche.

Quali sono le possibili cause genetiche di sterilità maschile?

In casi di ridotta o assente produzione di spermatozoi generalmente la causa è imputabile ad uno sviluppo imperfetto dei testicoli, per una probabile predisposizione genetica. Le anomalie genetiche contribuiscono per il 15-30% alla sterilità maschile. Il 5-7% delle cause genetiche è rappresentato dalle anomalie cromosomiche in particolare le aneuploidie, ovvero la presenza di un numero incorretto di cromosomi. La sindrome di Klinefelter è un‘anomalia cromosomica caratterizzata dalla presenza nell’uomo di tre cromosomi sessuali (XXY anziché XY). Questa sindrome può causare un arresto della spermatogenesi determinando sterilità e nonostante si hanno i bassi livelli di testosterone la libido in queste patologie non è persa. Un altro tipo di anomalie cromosomiche sono le traslocazioni. Un esempio è la traslocazione Robertsoniana, che influenza la fertilità di 1/1000 uomini e consiste nella fusione di due cromosomi portando questi individui ad avere una copia in più (trisomia) o in meno (monosomia) di un certo cromosoma. In questa situazione la sterilità dipende solo dalle diminuite possibilità di formazione di un embrione vitale che si impianta.

EAUGuidelines onMale Infertility

G.R. Dohlea,*, G.M. Colpib, T.B. Hargreavec, G.K. Pappd, A. Jungwirthe, W. Weidnerf

The EAU Working Group on Male Infertility

EAUGuidelines onMale Infertility

G.R. Dohlea,*, G.M. Colpib, T.B. Hargreavec, G.K. Pappd, A. Jungwirthe, W. Weidnerf

The EAU Working Group on Male Infertility

https://www.humanitas.it/malattie/infertilita-maschile

Sterilità maschile: cause ormonali

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  1. Che cos’è la sterilità maschile
  2. Quali sono le possibili cause ormonali di sterilità maschile?

Che cos’è la sterilità maschile?

La sterilità maschile corrisponde ad una ridotta capacità riproduttiva nell’uomo e contribuisce per il 50% alla sterilità di coppia. La condizione di sterilità maschile si accerta quando si verificano determinate condizioni, quali ad esempio l’azoospermia, ovvero l’assenza totale degli spermatozoi o la cripto-azoospermia, che indica la drastica insufficienza di spermatozoi nel liquido seminale, oppure quando non c’è eiaculazione (aspermia) o se gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono morti e si parla quindi di “necrozoospermia”. La sterilità è definita primaria quando l’uomo non ha mai indotto una gravidanza, mentre è definita secondaria se l’uomo ha indotto una gravidanza in precedenza. Le cause di sterilità sono diverse: genetiche, anatomiche, infettive e ormonali.

Quali sono le possibili cause ormonali di sterilità maschile?

Nell’uomo le gonadotropine LH e FSH sono coinvolte nella produzione di testosterone e nella spermatogenesi, ovvero il processo che porta alla maturazione degli spermatozoi. Valori alterati di tali ormoni potrebbero provocare sterilità negli uomini. Un valore di FSH elevato può essere indice di un’insufficienza testicolare primaria definita anche ipogonadismo primitivo ovvero all’incapacità della gonade maschile di effettuare la spermatogenesi e/o di produrre gli ormoni sessuali maschili. Data la carente produzione di tali ormoni, l’ipofisi è stimolata a produrre in eccesso FSH al fine di stimolare e sollecitare il testicolo. Al contrario, bassi valori di FSH sono spesso associati ad azoospermia e sono la causa di ipogonadismo secondario. In molti casi anche il prolattinoma è causa di sterilità, si tratta di un tumore benigno dell’ipofisi che porta a iperprolattinemia. Negli uomini alti livelli di prolattina nel sangue provocano una forte riduzione della libido e impotenza, inoltre sono spesso associate anche delle alterazioni della qualità del liquido seminale e quindi sterilità.

http://www.andrologia.it/patologia-ipogonadismo/

http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.475.7105&rep=rep1&type=pdf

https://www.esamievalori.com/analisi-sangue/fsh-alto-basso-ormone-follicolo-stimolante-valori-normali-uomo-donna/

http://www.endocrinologiaclinica.it/prolattinoma.html