1. I metodi barriera, sono un valido metodo contraccettivo?
  2. Il preservativo, come usarlo e conservalo correttamente
  3. Il diaframma femminile, quali sono i suoi vantaggi?

I metodi barriera, sono un valido metodo contraccettivo?

I metodi di contraccezione barriera sono tra le tecniche più antiche di prevenzione della gravidanza, il loro uso risale ai tempi antichi poiché con il loro duplice ruolo di gravidanza e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili sono estremamente importanti.
Questi metodi includono barriere fisiche, come il preservativo maschile, il preservativo femminile, il diaframma, il cappuccio cervicale e la spugna e le barriere chimiche sotto forma di gelatina, schiuma o film contenenti materiale spermicida. Le barriere fisiche e chimiche sono spesso utilizzate insieme per impedire il passaggio di sperma ed in molti casi anche per fornire una giusta protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. I metodi barriera come forma di contraccezione è vantaggiosa poiché è reversibile e non ha effetti collaterali sistemici. La maggior parte dei metodi di barriera utilizzati sono i preservativi in lattice da parte dei partner maschili e i diaframmi dai partner femminili. I metodi di barriera hanno l’ulteriore vantaggio di poter essere utilizzati dalle donne che non possono utilizzare metodi ormonali per aumento del rischio di condizioni mediche sistemiche. L’efficacia contraccettiva di tutti i metodi di barriera dipende dal loro uso coerente e corretto.

Il preservativo, come usarlo e conservalo correttamente

Il preservativo è una guaina sottile in lattice (e con materiali alternativi per i soggetti allergici) che viene posta sopra l’organo genitale maschile e funge da barriera per lo sperma e le malattie sessualmente trasmissibili. I preservativi vengono anche pre-lubrificati con spermicida che fornisce una maggiore efficacia. Se usato correttamente e coerentemente, il preservativo è un’efficace forma di contraccezione anche se hanno un tasso di fallimento dal 3 al 14%. L’uso corretto del preservativo comporta il posizionamento del preservativo al momento dell’erezione, lasciando un piccolo spazio tra la punta del pene e il preservativo, tenendo la base del preservativo durante il ritiro e la rimozione il preservativo da un pene eretto. Il preservativo detto anche profilattico o condom, è uno dei metodi contraccettivi più antichi. Ne esistono di ogni tipo, forma, spessore, colore e sapore. Per usare il preservativo non è necessaria una prescrizione medica ma bisogna prestare attenzione nell’indossarlo correttamente prima della penetrazione e durante l’estrazione a fine rapporto facendo attenzione che il preservativo non si sfili e non rimanga all’interno della vagina per evitare un’eventuale fuoriuscita di sperma. È importante che i preservativi siano conservati correttamente, evitare lo sfregamento continuo con altri oggetti e fonti di calore che potrebbero causare la rottura ma devono essere conservati in un luogo fresco e buio.  Sebbene i preservativi maschili richiedano la collaborazione di un partner maschile, essi hanno il vantaggio aggiuntivo della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Il diaframma femminile, quali sono i suoi vantaggi?

I diaframmi richiedono una prescrizione basata sulla valutazione da parte del medico delle dimensioni appropriate per un dato paziente (60-90 mm). Dovrebbe essere inserito prima del coito e rimosso 6 ore dopo, o 24 ore al massimo. Uno dei vantaggi dei diaframmi è che le donne ne determinano il tempo e l’utilizzoso. Sebbene ci siano alcuni studi che indicano una diminuzione delle malattie sessualmente trasmissibili, altri riportano un aumento del rischio di infezioni del tratto urinario e di sindrome da shock tossico. La pratica standard è usare il diaframma in combinazione con una crema spermicida. L’uso del diaframma si è ridotto nel tempo La percentuale di donne che usano questo metodo è bassa e sta diminuendo per la disponibilità di forme più efficaci di contraccezione ma anche per l’uso aggiuntivo di spermicidi che le donne trovano scomodi per l’aumento del rischio di cistiti andando questi ad alternare la normale flora vaginale che consente poi la crescita eccessiva di ceppi patogeni.

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