1-Come inizia la diagnosi di infertilità maschile?

2-Quali sono gli esami che portano alla diagnosi di infertilità maschile?

Come inizia la diagnosi di infertilità maschile?

Il percorso che porta alla diagnosi di infertilità nell’uomo è composto da varie tappe. Si parte con la storia clinica del paziente fino all’esecuzione di esami più complessi. L’anamnesi si basa sulla raccolta delle informazioni come ad esempio la normale discesa dei testicoli nello scroto per escludere che in passato si sia verificato un criptorchidismo e la verifica che non siano state trascurate delle orchiti o delle infiammazioni all’epididimo, ai dotti deferenti, alla prostata o alle vescicole seminali. Queste informazioni permettono di escludere o confermare delle cause testicolari e post-testicolari di infertilità. Un’altra parte dell’anamnesi riguarda patologie fra cui obesità, diabete e malattie cardiovascolari, che limitano l’efficienza dell’apparato riproduttivo. Infine, è importante considerare lo stile di vita e l’eventuale abuso di fumo e alcol.

Quali sono gli esami che portano alla diagnosi di infertilità maschile?

Il primo esame diagnostico per l’infertilità maschile è lo spermiogramma, che serve a caratterizzare il liquido seminale. I parametri misurati sono il pH, la viscosità e il tempo di fluidificazione perché in caso di flogosi prostatica questi tre valori possono aumentare rispetto a quelli di riferimento, il numero di spermatozoi per mL in quanto valori bassi potrebbero essere indice di malfunzionamento dei testicoli, la percentuale di motilità degli spermatozoi e la concentrazione dei leucociti per ml di sperma che informa su possibili stati di infezione. È importante considerare che le variazioni stagionali nella conta spermatica possono arrivare fino al 75% dello stesso individuo e per questo l’esame deve essere ripetuto una seconda volta a distanza di circa 3 mesi. Fra gli esami laboratoriali per la diagnosi di infertilità maschile c’è la valutazione del contenuto di enzimi presenti nell’acrosoma degli spermatozoi, che sono fondamentali per penetrare nell’ovocita. Inoltre, si effettua il dosaggio ormonale di FSH, LH e testosterone, le cui alterazioni possono portare alla diagnosi di ipogonadismo, oligospermia o azoospermia. Infine, si esegue la biopsia testicolare prelevando un frammento di tessuto per verificare l’aspetto dei tubuli seminiferi e delle cellule di Leydig, cellule interstiziali che si trovano nello stroma dei tubuli seminiferi nei testicoli, poiché delle anomalie andrebbero a compromettere la produzione e la maturazione degli spermatozoi indicando un danno testicolare.

The diagnosis of male infertility: an analysis of the evidence to support the development of global WHO guidance—challenges and future research opportunities Christopher L.R. Barratt1, Lars Björndahl2, Christopher J. De Jonge3, Dolores J. Lamb4, Francisco Osorio Martini5, Robert McLachlan6, Robert D. Oates7, Sheryl van der Poel8,9, Bianca St John10, Mark Sigman11, Rebecca Sokol12, and Herman Tournay

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