1. Come si fa la diagnosi di sterilità femminile
  2. Quali sono le indagini strumentali più effettuate?

Come si fa la diagnosi di sterilità femminile?

Per la diagnosi di sterilità femminile è indispensabile considerare i dosaggi ormonali poiché tra le cause più frequenti di sterilità femminile troviamo proprio gli squilibri ormonali.  Questi esami hanno lo scopo di valutare la riserva ovarica, ovvero il patrimonio di ovociti e quindi la fertilità della donna. Quelli più richiesti sono: FSH, LH, estradiolo nella prima metà del ciclo (2°-3° giorno di mestruazione); progesterone e prolattina nella seconda metà del ciclo; TSH e Ormone Antimulleriano (AMH) che determina la stimolazione e la crescita del follicolo durante il ciclo mestruale.

Quali sono le indagini strumentali più effettuate?

Per arrivare alla diagnosi di sterilità si possono effettuare anche indagini strumentali che permettono di identificare lo stato di salute dell’apparato riproduttivo femminile essendoci tra le cause di sterilità anche problemi anatomici. Infatti attraverso l’ecografia transvaginale è possibile valutare la conta dei follicoli ovarici, l’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile e le sue eventuali alterazioni. Anche le tecniche isteroscopiche permettono di avere una visione completa dell’utero e non solo, infatti è importante valutare anche lo stato della mucose delle tube di Falloppio tramite la isterosalpingografia per riconoscere eventuali patologie che portano una riduzione della fertilità.  Tra le cause di sterilità femminile ci sono anche quelle infettive infatti è importante identificare la presenza di infezioni vaginali e del collo dell’utero tramite esami diagnostici come il tampone vaginale o Pap-test.

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