1. Cos’è l’ecografia pelvica e quando va effettuata?
  2. Flussimetria doppler: quando si esegue?

Cos’è l’ecografia pelvica e quando va effettuata?

L’ecografia pelvica è un esame di diagnostica per immagini non invasivo. Si basa sull’emissione di ultrasuoni, grazie ai quali si ottengono immagini di organi come vescica e genitali femminili. L’ecografia pelvica o il normale esame ecografico ginecologico permette di studiare l’apparato genitale interno femminile quindi utero, tube e ovaie. Dà informazioni sul benessere di questi organi, permette di avere maggiori informazioni sull’apparato ginecologico per studiare condizioni patologiche benigne o maligne. 

La sonda ecografica viene appoggiata sul basso ventre che emette un fascio di ultrasuoni che incontrano le strutture anatomiche interne, le attraversa e viene riflesso in maniera diversa a seconda della loro natura e densità portando ad un immagine di ritorno sullo schermo che può essere fotografate e/o videoregistrate per avere una documentazione. 

É un esame privo di rischi e non è doloroso, l’esecuzione è semplice e permette di avere un risultato immediato. L’ecografia pelvica è indicata per il controllo di problematiche come irregolarità mestruali, patologie benigne o maligne dell’utero, delle tube e delle ovaie come cisti ovariche, inoltre per effettuare l’ecografia pelvica occorre che la vescica sia piena e serve per fornire un giusto contrasto all’immagine e portare indietro le anse intestinali. E’ preferibile un’ecografia transvaginale, che non richiede riempimento vescicale e dà informazioni molto più chiare e dettagliate.

Flussimetria doppler: quando si esegue?

La flussimetria è una particolare tecnica ecografica chiamata anche scansione doppler. Tramite l’utilizzo del Doppler è possibile diagnosticare varie patologie tra cui quelle ovariche poiché permette di analizzare la vascolarizzazione di masse ginecologiche. I tumori presentano una diversa vascolarizzazione a seconda della loro natura. Quest’analisi permette di differenziare quelle che sono le patologie benigne da quelle maligne. Inoltre il Doppler è utile anche per l’analisi delle patologie uterine e lo studio della fertilità.

Si esegue a vescica abbastanza piena, con un doppler particolare quale “power o energy doppler” che permette di visualizzare anche i flussi molto lenti e in vasi molto piccoli. Si parte con una sonda addominale per avere la visione completa della vascolarizzazione pelvica. Solitamente, in un secondo tempo, si svuota la vescica e si passa poi ad un’osservazione transvaginale. Si utilizza una sonda interna che permette la migliore visualizzazione dei vasi sia ovarici che uterini. Quest’esame dipende dall’esperienza e dalle capacità dell’operatore, quindi serve un operatore molto esperto.  Nello specifico è indicata la flussimetria quando si ha dolore addominale o pelvico, irregolarità del ciclo mestruale, cisti ovariche o fibromi, sospette malformazioni uterine, patologie endocavitarie (es. polipi ), controllo di prevenzione nelle pazienti asintomatiche in età fertile e in menopausa.

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