1. Cos’è e come funziona la risonanza magnetica?
  2. Ci sono controindicazioni?
  3. RMN e ovaie

Cos’è e come funziona la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è una metodica radiologica che si basa sull’utilizzo di campi magnetici e permette di visualizzare l’interno del nostro corpo. É un’indagine sicura e non comporta rischi per l’organismo. La risonanza magnetica è una procedura diagnostica simile alla TC, che usa i campi magnetici anziché i raggi X. Durante l’esame il paziente si trova all’interno di un campo magnetico molto forte e gli atomi (i protoni) che costituiscono l’organismo acquistano energia e si orientano secondo l’andamento del campo magnetico. Quando il campo magnetico viene disattivato gli atomi tornano al loro orientamento naturale, cedono l’energia accumulata ed emettono un segnale che viene trasformato poi nelle immagini in sezione trasversale dell’organo in esame.

Ci sono controindicazioni?

Essendo lo scanner un grande magnete potente ci sono controindicazioni al suo utilizzo come la presenza di pacemaker, clip chirurgiche, perni ossei e prima che la procedura inizi è necessario togliere tutti gli oggetti di metallo. In alcuni casi per migliorare la qualità delle immagini si utilizza il mezzo di contrasto, che viene iniettato tramite una vena del braccio ed è un liquido radiopaco. E’ proprio il mezzo di contrasto a presentare dei rischi che sono essenzialmente legati all’insufficienza renale grave e all’allergia al liquido di contrasto.

RMN e ovaie

La risonanza magnetica, è utilizzata per esaminare tutti i distretti corporei, e per lo studio di varie malattie come quelle tumorali. La risonanza magnetica che permette lo studio degli organi interni alle pelvi viene utilizzata per integrare le informazioni ottenute con la TAC circa gli organi come ad esempio le ovaie e quindi in caso di masse ovariche sospette.

La risonanza magnetica non è quasi mai utilizzata come prima metodica di studio. In genere i casi vengono prima inquadrati con la TAC e successivamente si fa un approfondimento con la risonanza magnetica infatti è molto utilizzata per la diagnosi differenziale quindi definire una malattia come tumore alle ovaie o utero.

Dopo un esame ginecologico per accertare la presenza di masse si passa all’ecografia addominale e pelvica ed altri esami radiologici come risonanza magnetica e tomografia computerizzata.  La diagnosi certa viene formulata solo dopo accertamento istologico (ampia biopsia o asportazione dell’intero ovaio) che richiede un intervento chirurgico.

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