1. Quali sono le fasi del travaglio?
  2. Cosa fare per alleviare il dolore?

Quali sono le fasi del travaglio? 

Il travaglio inizia spontaneamente fra 37 e 41 settimane di gestazione, e dura generalmente 12-18 ore. E’ importante che la futura mamma sia consapevole dei tempi, dei meccanismi e delle sensazioni del travaglio in modo da vivere con tranquillità tutte le fasi del parto. 

Si possono verificare perdite ematiche miste a muco che segnalano, la maggior parte delle volte, l’insorgere del travaglio. Il modo di percepire le contrazioni è molto soggettivo, varia da donna a donna e anche da un parto all’altro, le prime contrazioni possono essere molto forti oppure talmente deboli che permettono di continuare le normali attività quotidiane. 

Il travaglio inizia con contrazioni irregolari che hanno un’intensità crescente. Man mano che il travaglio progredisce, le contrazioni aumentano di durata, intensità e frequenza, e servono a preparare il collo dell’utero al passaggio del bambino. Si distinguono tre fasi del travaglio: il periodo prodromico, il periodo dilatante ed un terzo periodo post-nascita.

Il periodo prodromico segna l’inizio del travaglio e può avere una durata variabile. Le contrazioni inizialmente sono ancora brevi ed irregolari, si presentano ogni 20 minuti per poi verificarsi in tempi sempre più ravvicinati fino ad arrivare ad intervalli di 5 minuti. Le contrazioni servono a preparare il collo dell’utero all’espulsione del feto che si appiattisce gradualmente fino a raggiungere una maggiore dilatazione. Se in questa fase si ha la rottura del sacco amniotico, si avrà la fuoriuscita di liquido in cui sono presenti le prostaglandine, prodotte sia dalla madre che dal bambino che stimolano le contrazioni.

Il dolore inizierà progressivamente a farsi percepire soprattutto a livello addominale e lombo-sacrale e se in questa fase, il sacco amniotico è ancora integro, non è necessario recarsi in ospedale.

Nella fase della dilatazione le contrazioni si fanno sempre più intense, prolungate, frequenti e regolari. Il collo dell’utero è ormai appiattito e completamente dilatato.

Inizierà la fase espulsiva, inizialmente la testa del bambino tende a scendere nel canale del parto e, ruotando leggermente, si dispone nel modo migliore per uscire. La futura mamma sente il bisogno di spingere e quindi contrarrà i muscoli addominali e quelli del pavimento pelvico si dilateranno, con le spinte la testa scende e si dilata la vulva, che è l’ultimo ostacolo alla nascita del bambino.

Cosa fare per alleviare il dolore?

La donna sarà affiancata dall’ostetrica che la seguirà per coordinare il respiro e gestire le contrazioni. 

Quando arrivano le contrazioni bisogna rilassare tutto il corpo e concentrarsi sulla respirazione, cercare di mantenere rilassati i muscoli del perineo. Cambiare posizione e camminare, può essere utile. Al momento del travaglio-parto sarà l’ostetrica a capire se e quando consigliare l’epidurale. 

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