1. Che cos’è la sterilità femminile?
  2. Quali possono essere le cause anatomiche?

Che cos’è la sterilità femminile?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ridefinito il concetto di sterilità definendo sterili non solo gli individui affetti da patologie che limitano la fertilità, ma anche chiunque abbia avuto rapporti sessuali mirati e non protetti per 12 mesi senza procreare. C’è sia una sterilità primaria qualora la coppia non abbia mai concepito e sia di sterilità secondaria quando la coppia in precedenza ha portato avanti un concepimento. Inoltre si parla anche di sterilità di coppia quando la sterilità è legata alle caratteristiche combinate della coppia. Le cause che determinano la sterilità femminile, possono essere molteplici quali anatomiche, ormonali, genetiche e infettive.

Quali possono essere le possibili cause anatomiche?

Tra le cause anatomiche che possono determinare sterilità femminile c’è il danno alle tube di Falloppio che può essere parziale in caso di aderenza dovuta ad un intervento chirurgico o totale se si ha la chiusura completa delle tube. In entrambi i casi viene impedito il trasporto dell’ovulo non rendendo possibile la sua fecondazione.

Alterazioni delle tube possono comportare anche gravidanze extrauterine in cui l’embrione non si sviluppa all’interno della cavità uterina come avviene normalmente portando ad un’interruzione precoce della gravidanza stessa. Anche l’endometriosi può portare a sterilità femminile infatti il 35% delle donne sterili ne sono affette, perché la presenza anomala di endometrio in organi diversi dall’utero può provocare ostruzione delle tube o formazione di cisti ovariche. Anche la sindrome dell’ovaio policistico caratterizzata da cicli mestruali irregolari o addirittura assenti, con conseguente assenza dell’ovulazione, può portare a problemi di sterilità. Tra gli altri fattori di rischio c’è il mioma o anche fibroma, che è una proliferazione eccessiva e anomala delle cellule dell’utero che causa delle modificazioni a livello vascolare che alterano la contrattilità uterina influenzando in maniera negativa la progressione degli spermatozoi, il trasporto dell’ovocita e anche il suo annidamento.

Ci sono delle rare condizioni anatomiche in cui si parla di “utero unicorne” ovvero un utero caratterizzato da dimensioni più piccole del consueto, una sola tuba e un solo ovaio e questo provoca il mancato sviluppo del feto e un aumento del rischio di sterilità nella donna.

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