Cos’è la clamidia

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  1. Cos’è la clamidia?
  2. Quali sono i sintomi della clamidia?
  3. Come si trasmette la clamidia?
  4. Diagnosi, trattamento e prevenzione

Cos’è la clamidia?

La clamidia è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni ed è causata dal batterio Chlamydia trachomatis. La maggior parte dei casi di Clamidia si hanno tra le donne ed in particolare le adolescenti sessualmente attive poiché l‘epitelio colonnare della cervice è più suscettibile agli agenti patogeni, i livelli inferiori di estrogeni comportano una barriera mucosa cervicale più debole e il tessuto genitale è più sottile e più vulnerabile ai traumi. Quasi il 50% delle donne con questa infezione non trattata sviluppano poi la malattia infiammatoria. Le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere molto gravi e condurre alla sterilità. I tassi globali per i maschi sono molto più bassi rispetto alle femmine.

Quali sono i sintomi della clamidia?

È importante ricordare che la maggior parte dei pazienti sia maschi che femmine infetti da clamidia sono asintomatici. I sintomi compaiono dopo 1-3 settimana, nelle donne vanno ad infettare la cervice e l’uretra e i sintomi possono includere perdite vaginali anche con sanguinamento, disuria, sensazione di irritazione e dolore addominale e pelvico. Negli uomini l’infezione può interessare l’epididimo, causando dolore, febbre, secrezioni o sensazione di irritazione, prurito e disuria. Nel sesso maschile il danno permanente è meno probabile. Se trasmessa attraverso un rapporto anale, la clamidia può infettare il retto e provocare dolori, perdite e sanguinamenti. Se trasmessa attraverso un rapporto orale, può infettare la gola.

Come si trasmette la clamidia?

La clamidia si trasmette generalmente attraverso i rapporti sessuali di ogni tipo quindi vaginali, anali e orali. Una donna incinta e infetta durante il parto può passare al neonato l’infezione. Nel bambino si manifesta come un’infiammazione agli occhi e all’apparato respiratorio.

Diagnosi, trattamento e prevenzione

La diagnosi di clamidia avviene attraverso esami di laboratorio che possono essere effettuati o su prelievo di tessuti infetti come il tipico tampone vaginale o campione di urine. Sono stati sviluppati anche test clinici lì dove c’è la necessità di diagnosi rapida per iniziare rapidamente un trattamento. In caso di positività e’ necessario che anche tutti i partner sessuali vengano testati per la presenza del batterio.

Se non trattata, l’infezione può causare conseguenze, nelle donne la manifestazione più tipica dell’infezione è l’infiammazione pelvica che va a coinvolgere le tube, l’utero e tessuti circostanti e il processo di riparazione cicatriziale post infettivo può comportare un danno permanente con occlusione tubarica, dolore cronico, infertilità e possibilità di gravidanze extrauterine.

Le donne affette da clamidia hanno un’elevata probabilità di rischio di contrarre il virus dell’hiv. La Clamidia essendo un infezione batterica è trattabile con antibiotici. Il trattamento prevede l’uso orale di azitromicina o di tetracicline, in alternativa può essere somministrato eritromicina o chinolone oralmente. In gravidanza il trattamento prevede l’uso orale di sono indicate amoxicillina o eritromicina, oppure clindamicina. I pazienti devono astenersi dal rapporto sessuale anche dopo il completamento del trattamento. Le persone che hanno già avuto la clamidia e poi sono guarite, possono essere infettate di nuovo, quindi è consigliabile che tutti gli adolescenti che risultano positivi alla clamidia vengano sottoposti nuovamente a screening per i successivi 3-6 mesi.

Dispositivi medici: spirale e impianto sottocutaneo

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  1. Cosa’è la contraccezione?
  2. Impianti sottocutanei: nuova frontiera della contraccezione?
  3. Dispositivo intrauterino (IUD): cosa c’è da sapere sulla spirale

Cos’è la contraccezione?

La contraccezione è definita come metodo che impedisce il concepimento e a tale scopo possono essere utilizzate numerose opzioni e dispositivi medici. Ci sono i metodi reversibili, come quelli ormonali e barriera, e i metodi permanenti. I metodi ormonali includono pillole contraccettive orali, cerotti trans-dermici, anelli vaginali, dispositivi intrauterini come la spirale, contraccezione d’emergenza, contraccezione iniettabile e contraccettivi impiantabili.

Impianti sottocutanei: nuova frontiera della contraccezione?

Gli impianti contraccettivi sottodermici sono diventati metodi contraccettivi molto popolari, sono metodi reversibili a lungo termine e sono sicuri ed efficaci nel prevenire la gravidanza. Gli impianti attualmente disponibili contengono il progestinico etonogestrel, il suo vantaggio è che fornisce un lento e prolungato rilascio di progestinico che si traduce in assenza di ovulazione, assottigliamento del rivestimento endometriale e ispessimento del muco cervicale, andando a creare una barriera impenetrabile per lo sperma.

La percentuale di gravidanze con l’impianto è 0.05% che è leggermente più bassa della spirale al levonorgestrel (0.2%) e della spirale con il rame (0.6%). La percentuale iniziale di rilascio è di 60-70 mg/giorno che va a decrescere lentamente fino ad arrivare a 30 mg/giorno, dosaggio necessario per sopprimere l’ovulazione. L’impianto contraccettivo è attualmente approvato per la contraccezione delle donne, incluse le adolescenti e le donne che allattano, ed è stato studiato anche per l’uso nelle donne con endometriosi.

La più comune complicazione è il dolore nel punto dell’inserimento che è generalmente passeggero e si risolve col tempo. Altre non comuni complicazioni includono che l’impianto venga trattenuto nell’applicatore ad ago, sanguinamento o rossore nel punto dell’inserzione e formazione di ematoma. Una contusione dopo l’inserzione è possibile e dovrebbe risolversi entro pochi giorni.

Dispositivo intrauterino (IUD): cosa c’è da sapere sulla spirale

I dispositivi intrauterini (IUD) sono forme contraccettive efficaci e reversibili, possono essere tranquillamente usati dalla maggior parte delle donne. Il dispositivo intrauterino (IUD) è una forma di contraccezione altamente affidabile e sicura. Insieme agli impianti contraccettivi, gli IUD offrono contraccezione reversibile a lunga durata d’azione (LARC) per le donne e stanno diventando un metodo contraccettivo sempre più popolare. Oltre alla loro efficacia nella prevenzione di gravidanze indesiderate, sono stati realizzati anche i benefici degli IUD, incluso il loro uso per la contraccezione d’emergenza (EC) e il trattamento per la menorragia (eccessiva perdita di sangue durante il ciclo) e l’iperplasia dell’endometrio. Un ulteriore vantaggio degli IUD è la loro natura reversibile. Una volta rimosso, il ritorno della fertilità è rapido. Tuttavia, nonostante i numerosi benefici e l’efficacia in termini di costi, gli IUD sono un metodo di contraccezione sottoutilizzato. Gli IUD sono molto efficaci nel prevenire la gravidanza in tutti gli utenti, con tassi di fallimento tipici dello 0,2% -0,8%. La maggior parte delle donne può tranquillamente usare un IUD.
L’effetto collaterale principale che le donne sperimentano è un cambiamento nei modelli di sanguinamento mestruale. Attraverso la soppressione della crescita endometriale, l’uso della spirale provoca un assottigliamento dell’endometrio entro 3 mesi dall’inserimento.

IUD sono efficaci opzioni contraccettive con profilo di effetti collaterali favorevole e alta soddisfazione del paziente e tassi di continuazione. Sopprimendo il rivestimento dell’endometrio, gli LNG-IUD diminuiscono il sanguinamento e possono essere usati per trattare la menorragia e l’iperplasia dell’endometrio in alcune donne. Poiché hanno poche controindicazioni, gli IUD possono essere tranquillamente utilizzati
dalla maggior parte delle donne. L’aumento dell’uso di IUD tra gli adolescenti e nelle donne dopo il parto e l’aborto può ridurre i tassi di gravidanza non previsti.

La spirale è un pezzo di polietilene all’incirca della grandezza di 2/3 centimetri a forma di “T” di “V” o di ancora capovolta. Il suo stelo centrale generalmente è avvolto da un filamento di rame o di rame e argento. Viene posizionato all’interno dell’utero da un medico rispettando la sterilità e la sicurezza ambulatoriale. Può rimanere all’interno dell’utero per 5 anni senza perdere la sua efficacia che però non è mai del 100%.

È stato a lungo detto che la spirale possa provocare gravidanze extrauterine: non è vero. È vero invece che da esse non è in grado di proteggere. Il suo meccanismo d’azione è legato sia alla presenza del rame in alta concentrazione, tossico per gli spermatozoi, sia alla sua funzione di anticoncezionale, poiché qualora l’ovulo sia fecondato non potrà annidarsi alla parete uterina in quando l’ambiente viene reso inadatto dalla presenza della spirale.