Cos’è la sifilide

sifilide
  1. Cos’è la sifilide?
  2. I diversi stadi della sifilide
  3. Come si trasmette?
  4. Diagnosi, trattamento e prevenzione

Cos’è la sifilide?

La sifilide è un’infezione genitale causata dal batterio Treponema pallidum trasmesso attraverso contatti sessuali orali, vaginali o anali non protetti. Grazie alla disponibilità di metodi diagnostici efficaci e al trattamento con antibiotici, c’è stata una riduzione di casi di sifilide anche se di recente la sua incidenza è in aumento sia nei Paesi in via di sviluppo che in alcuni Paesi europei. La sifilide è, dopo l’HIV, l’infezione sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità, ma la sua prevalenza tra gli adolescenti non è molto alta come per altre malattie sessualmente trasmissibili.

I diversi stadi della sifilide

La sifilide causa ulcere ed escoriazioni facilitando anche la trasmissione dell’HIV. Se non trattata adeguatamente, può causare seri danni al sistema nervoso, vasi arteriosi, disordine mentale e anche morte. Si sviluppa in diversi stati che tendono a manifestarsi entro il primo anno di infezione. Inizia con la comparsa dei primi sintomi 14-20 giorni dopo l’esposizione al batterio. Si ha la comparsa di una piccola ferita o più pustole, indolore e di piccole dimensioni che compare nel punto in cui avviene l’infezione batterica. La ferita guarisce da sola dopo 3-6 settimane ma se l’infezione non è trattata evolve verso lo stadio secondario che si verifica dopo alcune settimane o anche mesi dopo la fase primaria. Si ha l’insorgenza di eruzione cutanea, papulomatosi sifilitica, in più punti come sull’addome e sulle estremità, compresi i palmi delle mani e le piante dei piedi, potrebbero anche verificarsi lesioni nei genitali e nell’ano.

Sono tipici di questo stadio anche altri segni e sintomi come febbre, malessere, perdita di peso, mal di gola, perdita di capelli, perdita di peso, dimagrimento, ingrossamento dei linfonodi e stanchezza. Una volta scomparsi i sintomi del secondo stadio, possono iniziare i danni agli organi interni come cervello, nervi, occhi, cuore e vasi sanguigni, fegato, ossa e articolazioni. In questo stadio, l’individuo perde la capacità di controllo muscolare, avere delle paralisi, confusione mentale, cecità graduale e sviluppo di demenza. Il danno può essere cosi serio da poter portare alla morte.

Come si trasmette la sifilide?

L’infezione può essere trasmessa al feto tramite madre infetta e causare o morte in utero o la nascita di un bambino con sifilide congenita. Se nei quattro anni precedenti alla gravidanza la madre ha avuto la sifilide il rischio di trasmissione è elevato. La sifilide si trasmette tramite contatto persona-persona, quindi attraverso le ferite e le ulcere che si formano nelle zone genitali, rettali e sulla bocca dopo contatto sessuale. Facilmente può essere trasmessa durante il primo stadio poiché spesso si è ignari della malattia fin dal primo stadio. Il contagio non avviene in modo indiretto. Una donna gravida malata può trasmettere l’infezione al feto durante la gravidanza.

Diagnosi, trattamento e prevenzione

È possibile effettuare una diagnosi immediata della sifilide primaria o secondaria tramite l’analisi al microscopio di materiali provenienti dalla ferita del paziente. Il batterio Treponema ha una morfologia caratteristica e riconoscibile utilizzando il microscopio ottico in campo oscuro.La presenza del batterio può anche essere evidenziata nel sangue con un semplice test sierologico andando a ricercare gli anticorpi già presenti nelle fasi precoci dell’infezione. Normalmente, vengono effettuati due tipi di test: quelli non specifici per il Treponema, come il Venereal Disease Research Laboratory (VDRL) e il Rapid Plasma Reagin (RPR) e quelli Treponema-specifici, come il Fluorescent Treponemal Antibody Absorbed (FTA-ABS) e T. pallidum Particle Agglutination (TP-PA).

La patologia viene trattata tramite l’uso dell’antibiotico penicillina. La durata del trattamento dipendono in che stadio è la malattia e quali sono le manifestazioni cliniche che il paziente presenta. La persona infetta oltre al trattamento con l’antibiotico deve astenersi da qualunque attività sessuale con nuovi partner fino alla completa guarigione delle ferite. Una precedente infezione non garantisce l’immunità verso il batterio e quindi un paziente guarito può essere esposto ad un nuovo contagio. È importante utilizzare una giusta prevenzione come l’uso di preservativi. Le ferite e le ulcere cutanee possono trasmettere l’infezione anche durante il sesso orale o qualunque altro contatto cutaneo con le zone infette. È quindi è molto importante fare attenzione a qualunque sintomo dopo un rapporto sessuale a rischio. Tutti i pazienti cui è stata diagnosticata la sifilide devono sottoporsi al test per il virus Hiv.

Che cos’è la gonorrea

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  1. Cos’è la gonorrea?
  2. Come si trasmette?
  3. Sintomi e complicazioni
  4. Diagnosi, trattamento e prevenzione

Cos’è la gonorrea?

La gonorrea, è una malattia sessualmente trasmissibile causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, viene trasmessa attraverso sesso orale, vaginale o anale. Infetta le vie uretrali nell’uomo e le vie uro-genitali nella donna. La Gonorrea è la seconda malattie sessualmente trasmissibile più comunemente segnalata, con tassi più elevati tra i gruppi di età giovani e adolescenti.

Come si trasmette la gonorrea?

La trasmissione può avvenire in caso di rapporti sessuali, vaginali, orali o anali, non protetti con un partner infetto. L’infezione può anche essere trasmessa da madre a figlio durante il parto.

Avvenuto il contatto con il microrganismo esso aderisce alle cellule epiteliali e penetra nello spazio sub-epiteliale dove provoca l’infezione. Il batterio cresce e si riproduce in un ambiente caldo e umido, e gli organi genitali femminili e maschili come ad esempio l’uretra, sono ambienti ideali. L’infezione può svilupparsi anche al livello della bocca, della gola, degli occhi e del retto.

Sintomi e complicazioni

Molto spesso l’infezione è asintomatica, soprattutto nelle donne. Negli uomini i sintomi possono comparire dopo 2 o 30 giorni il contagio e sono soprattutto dolore e bruciore durante la minzione o perdite di strano colore dal pene. Si può avere anche dolore o gonfiore ai testicoli. 

I sintomi presenti nella donna sono in genere molto lievi e non facilmente distinguibili dalle altre infezioni vaginali e vescicali. Principalmente sono bruciore durante la minzione, aumento delle secrezioni vaginali con sanguinamento. L’infezione se non trattata può avere complicazioni gravi e permanenti, in particolare nella donna può portare a malattia infiammatoria pelvica con febbre e dolori addominali e pelvici cronici, infertilità poiché può danneggiare le tube di Falloppio e aumentando anche il rischio di gravidanze extrauterine e aborto, nell’uomo invece si ha l’epididimite con un infiammazione dolorosa che può portare alla sterilità. La gonorrea inoltre per le donne incinte può portare ai bambini cecità, infiammazioni agli arti o gravi infezioni sanguigne. L’infezione può essere anche rettale ed in genere è asintomatiche, ma può manifestarsi, sia nell’uomo sia nella donna, con: perdite, prurito anale, irritazione, sanguinamento o dolorosi movimenti intestinali.

Diagnosi, trattamento e prevenzione

La diagnosi è solitamente più facile negli uomini che nelle donne. Per la diagnosi di gonorrea i campioni da analizzare sono prelevati tramite tamponi cervicali, dell’uretra, retto o faringe. E’ necessario ricorrere ad esami di laboratorio, come test molecolari o colorazione di Gram con esame al microscopio ottico. I campioni da analizzare vengono prelevati con dei tamponi dalla cervice, uretra, retto o faringe, cioè le parti del corpo che vengono infettate dal batterio. La gonorrea alla cervice o all’uretra può essere diagnosticata anche attraverso campioni di urina.

La gonorrea essendo un’infezione batterica può essere trattata in maniera efficace con antibiotici come le cefalosporine. Tuttavia ci sono nuovi ceppi farmaco-resistenti che rendono le cure meno efficaci. Per questo motivo la scelta del farmaco si basa sulle caratteristiche del ceppo e anche dalla situazione del paziente poiché particolare attenzione va alla donne incinte. La terapia aggiuntiva copre anche la clamidia, che è una frequente co-infezione con la gonorrea. La terapia doppia è stata raccomandata dal 2010 a causa della diminuzione della suscettibilità di Neisseria gonorrea alle cefalosporine

Le persone che hanno già avuto la gonorrea e che sono state sottoposte a trattamento possono essere infettate nuovamente, pertanto è consigliabile sottoporre nuovamente a screening tutti gli adolescenti che risultano positivi alla gonorrea in 3 o 6 mesi. Tutte le persone sessualmente attive sono a rischio di infezione. Per evitare il contagio è necessario avere rapporti sessuali protetti e usare correttamente il preservativo. L’estrema variabilità antigenica del batterio è una delle cause che ha impedito lo sviluppo di un vaccino contro la gonorrea, ma la ricerca sta facendo notevoli passi avanti in questa direzione.